Barbarossa Double Trail: due gare, un’unica grande emozione

Il Barbarossa Double Trail è una gara da fare almeno una volta nella vita. Anzi, a dire la verità il Barbarossa non è una gara. Sono due giorni di puro divertimento – organizzati da Happy Runner Club – all’insegna del Trail Running, immersi nella natura, tra lago, colline, boschi e panorami mozzafiato.

Ma partiamo dal principio. Cos’è e come funziona il Barbarossa Double Trail? Il nome di per sè la dice già lunga: si tratta di un doppio appuntamento tra le colline che circondano il Lago di Montorfano.

Prima gara la sera del sabato, la seconda la domenica mattina. Base d’appoggio è la palestra del comune di Montorfano, dove si può anche dormire nella notte tra sabato e domenica e dove ci attenderà un ricco ristoro il sabato sera.

PRIMO APPUNTAMENTO: SABATO SERA

Questo racconto non può cominciare senza il ringraziamento a due ragazzi speciali – Luca e Karen (la conoscete già vero?) – che hanno ospitato me e Lucrezia durante il weekend e ci hanno scarrozzati alla partenza nei due giorni di gara.

La prima tappa quindi di sabato sera. Partenza alle 17.30 su un anello di 8 km da percorrere due volte con un dislivello totale di circa 500m. Niente di trascendentale direte voi. Ma il buio e la nebbia non aiutano.

Ci prepariamo, mettiamo le frontali, con la mia che illumina a giorno. Per fortuna non piove, e non fa nemmeno freddo. Basta una termica e un antivento. Zainetto in spalla e si parte. Decidiamo di correre questa tappa insieme e usare la tappa della Domenica per trotterellare ognuno al proprio ritmo.

Il tracciato è completamente nei boschi che circondano il lago e a parte qualche raro tratto di asfalto, il contatto con la natura è incredibile. Anche se tecnicamente non è notte fonda, è come se lo fosse.

Tutto intorno è silenzioso e buio. Sentiamo solo i nostri respiri e il rumore delle scarpe sul fondo sconnesso. Passiamo dai sassi al ciotolato, dalle foglie al fango.

Il primo giro passa veloce, anche se c’è una salita ricca di piccoli tornanti appena prima dell’ottavo km che mette a dura prova gambe e fiato. Secondo giro, non ci fermiamo nemmeno al ristoro.

Ritornano le belle sensazioni, ritorna il silenzio irreale dei boschi. Una sensazione di calma e pace che difficilmente si trova in altri luoghi.

Stiamo bene, continuiamo con il nostro passo. Siamo all’ultimo km, sempre tosto, sempre con i tornantini. Ma in fondo non siamo poi così stanchi, e tagliamo il traguardo con il sorriso.

C’è un pasta party che ci aspetta, organizzato sempre dai mitici Happy Runner a base di pasta, lasagne al forno, affettati, formaggi, torta (due), caffè e ammazzacaffè.

Non manca niente, c’è davvero di tutto. Mangiamo e pronti via andiamo a casa, e prima delle 11 siamo già sotto le coperte. Tra poche ore ci aspettano altri (faticosissimi) km.

SECONDO APPUNTAMENTO: DOMENICA MATTINA

E infatti la mattina, al risveglio, la condizione non è delle migliori. Nessun dolore in particolare, ma un senso di stanchezza che include gambe, caviglie, ginocchia, testa.

Oggi ci sono 21 km da fare. Luca è in forma, ambisce al podio. Ieri sera nella prova notturna è arrivato quarto. Io ho decisamente altre ambizioni. Altri obiettivi. Voglio tagliare il traguardo con lo spirito che contraddistingue tutti i Trail.

Deve essere duro, impegnativo, ma deve anche essere divertente. Ed è proprio così che vanno le cose. La tappa della domenica è piuttosto impegnativa e la fatica si fa sentire già dai primi km (pianeggianti).

Anche oggi per fortuna non piove, ma il terreno rimane sempre molto sconnesso, foglie sassi e rocce sono bagnate e scivolose. Ho caldo, mi fermo per togliere l’antivento. Riparto e dopo 4 km ho di nuovo freddo.

Rimetto giubbino e guanti e decido di rimanere così fino alla fine. Il ristoro al 12mo km è davvero un miraggio. Bevo un bicchiere di the, uno di acqua, mangio qualche biscotto. Ancora un po’ di the.

Sono stanco, e mancano ancora 9 km. Compresa la salita a tornantini della sera prima. Mi faccio forza, continuo a correre. Ma le gambe fanno fatica ad alzarsi, e dal quindicesimo inizio a inciampare in qualsiasi cosa. E non è un buon segno.

Ormai sopraffatto e sfinito cerco le ultime energie rimaste, un po’ come quando la sera prima cercavo il percorso con la luce della frontale. Arrivano i tornantini. Non li riconosco e non sembra lo stesso tratto percorso solo qualche ora prima.

Le energie in qualche modo arrivano e mi bastano per tagliare – ancora una volta – il traguardo con il sorriso. Lucrezia arriva una quarantina di minuti dopo, senza un briciolo di energia. Siamo stanchi, non ne abbiamo più. Ma il nostro weekend sportivo è stato favoloso, indimenticabile.

Barbarossa Double Trail: due gare, un’unica grande emozione


 

 

 

 

 

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