Correre con la musica, la teoria del Sottomarino

La vita di ognuno di noi è fatta di scelte. Succede che a volte, quando ci troviamo davanti a un bivio, ci arrovelliamo per cercare di capire quale sia la strada migliore da percorrere. Notti insonni e giornate passate a fantasticare.

E poi ci sono delle scelte che non hanno bisogno di calcoli o spiegazioni. Fondente o al latte? Maionese o Ketchup? Dolce o Salato? Pop o Rock? Correre con la musica o senza?

Ecco. Parliamo di musica. Parliamo di correre con la musica. Per alcuni una benedizione. L’anticristo del Running per altri.

Provate a chiederlo ad amici e compagni di corsa. Chi corre senza musica ha validissime ragioni, e vi risponderà più o meno così: “Corro senza musica per ascoltare i miei passi, per ascoltare il mio respiro”, e poi “senza musica riesco ad immergermi meglio nella natura e diventare tutt’uno con quello che mi circonda”, fino alla più classica “la musica mi toglie la concentrazione durante gli allenamenti”.

Tutto vero. Se fossimo al mare sarebbe come andare in barca a vela. Niente motore, vele spiegate, aria nei capelli, il sapore e il profumo del sale sulla pelle.

Ma non è l’unico modo per navigare. C’è chi il mare lo affronta in sottomarino. Chiude i portelloni, si isola e si immerge in un’esperienza totalmente diversa.

L’acqua è la stessa di quella toccata dalla barca a vela certo, ma ci si trova a centinaia di metri di profondità. Dentro noi stessi.

La musica diventa un luogo. La senti al centro del petto, nello stomaco, in un angolo della  mente.

Un luogo dove tutto è possibile.

Un luogo che non ti farà sentire il rumore dei tuoi passi e del tuo respiro. Dove ti perderai parte del paesaggio. Dove quello che ti circonda prenderà un’altra forma. Luci, colori, il contorno degli oggetti, delle case, degli alberi.

Ma non importa. Perchè puoi sentire la carica emotiva, le emozioni, l’adrenalina scorrere nelle vene.

L’effetto è quello dello spostamento d’aria dopo un boato. Puoi sentirlo arrivare. Da dentro. Il sibilo dell’aria assume le dimensioni di un uragano, ti travolge con una forza spaventosa. Ti spazza via.

E allora spingi sulle gambe, con il cuore che pompa all’impazzata. I polmoni bruciano. Scaleresti una montagna. Acceleri ancora. E poi ancora un pezzettino. Vai fuori giri. Ti senti vivo.

E anche quando la stanchezza sembra avere il sopravvento, la musica e le emozioni non si fermano. Allora continui. E quando le ascolti, le emozioni, accadono cose incredibili.

Le puoi toccare. Gioia, tristezza, felicità, malinconia. Mentre corri arriva tutto. I sorrisi. Il pianto.

Tutto si trasforma e diventa energia, grinta, carica. È come se corressi sospeso, a pochi centimetri dall’asfalto. Fino a che hai dato davvero tutto. Svuotato.

E così rientri a casa, spegni tutto, togli le cuffie, respiri. Riapri gli occhi e torni alla realtà.

Come un sottomarino riemergi in superficie.

Hai riso. Hai pianto. Hai corso. Hai dato tutto.

Hai vissuto.

RunLikeNeverBefore

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