Eliud Kipchoge è nella storia. Lo era già, a dirla tutta, ma domenica a Berlino ha dimostrato che il suo tentativo di scendere sotto le due ore in maratona non è solo possibile, ma è anche molto, molto vicino.

In questa intervista Eliud Kipchoge racconta la sua gara e il suo percorso per arrivare a battere chiunque nella storia della maratona. Nella sua gara preferita.

 

D: È stata la gara perfetta quella di oggi?

Grazie. Sì, è stata la gara perfetta. Sono rimasto solo negli ultimi 17 km, ma non ho mai pensato al fatto di essere solo. Ho solo pensato che dovevo mantenere il ritmo gara fino all’ultimo km.

D: Hai frantumato il record del mondo. Quando ti sei reso conto che sarebbe accaduto?

Ho capito che avrei potuto stabilire un nuovo record dopo 30 km.

D: Alla fine di una maratona il volti dei runner si trasforma nel volto della sofferenza. Come la combatti?

La sofferenza è ovunque quando corri una maratona, ma devi cercare di liberare la testa dai pensieri e concentrarti solo sulla gara.

D: Cosa c’è nella tua testa in una gara del genere, come riesci a spostare i limiti?

Io non credo nei limiti. Quando mi alleno cerco sempre di ascoltare il mio corpo e lo sfido a superare le barriere quando arriva il momento giusto.

D: Le due ore sono ancora da abbattere. Dal record di oggi ci sono ancora 99 secondi da guadagnare. Cosa dovrebbe succedere perché ciò accadesse in una gara ufficiale?

In realtà sono solo 25 secondi. Non è poi così impossibile abbattere questa barriera. Devi solo crederci, e hai bisogno di un grande team che creda in te. Ti serve la scarpa perfetta ed essere il runner più forte di chiunque prima d’ora.

D: Hai corsa con una scarpa che è stata sviluppata insieme a te. Quanti secondi pensi di aver limato grazie a queste scarpe?

In realtà queste scarpe sono per tutti i runner, non solo per me. Le ho testate e Nike ha raccolto i miei feedback. Ho contribuito a realizzare la scarpa più veloce di sempre. Ma è sempre il runner che deve essere il più veloce.

D: Quali sono le tre caratteristiche che ogni maratoneta dovrebbe avere?

Allenamenti costanti, passione e disciplina.

D: Che consiglio daresti a un principiante che prova per la prima volta a correre una maratona?

Ovviamente l’allenamento è importante. Ma ancora più importante è la passione che ci metti nel farlo. Devi credere fortemente di poterlo fare e di poter correre questa distanza. È questa la magia di una maratona.

D: Come ti sei sentito la mattina della gara al risveglio?

Molto bene.

D: Non ti senti mai stressato o nervoso prima di una gara?

Beh, la tensione c’è. Se non senti la tensione allora non hai nessuna possibilità in gara, nessuna.

D: Come ti sei preparato la mattina della gara?

Mi sono svegliato e ho fatto stretching, una corsa leggera e ancora un po’ di stretching.

D: Come ti sei sentito quando hai tagliato il traguardo? Ti sei sorpreso di te stesso?

Mi sono sentito alla grande e sì, ero sorpreso di aver chiuso in 2h01′. Sapevo che avrei strappato un record, ma non pensavo di farlo con così ampio vantaggio.

D: Hai già corso a Berlino, com’è stata la gara rispetto all’anno scorso?

Ho gareggiato a Berlino per anni, ma l’anno scorso il tempo non è stato dalla mia parte.

D: Pensi di aver realizzato il tuo sogno oggi?

Assolutamente, sì. Mi aspettavo un record del mondo, ma non 2h01′!

D: Hai vinto una medaglia olimpica. Hai abbattuto il record del mondo. Cosa prevede il tuo futuro da atleta, quali sono i tuoi obiettivi?

I miei piani sono come un foglio di carta bianco. Sono abituato ad affrontare un piano alla volta e il mio piano era correre la maratona di Berlino. Adesso posso prendermi un po’ di tempo per recuperare. Insieme alla mia famiglia.

D: Qual è la tua maratona preferita? Di quale città?

La mia preferita è sicuramente Berlino. Veloce e piatta.

D: C’è qualcosa che non è andato secondo i piani domenica?

Niente, assolutamente niente. Sono felice per la gara, super felice per il risultato (e per il fatto che il mio piano sia andato a buon fine).

D: I tuoi pacers ti hanno lasciato al Km 25 e hai dovuto completare la gara da solo. Era così che doveva andare?

In realtà non mi aspettavo di rimanere solo dopo circa 30 Km. Ma sono davvero grato ai pacers che mi hanno sostenuto fino al 25mo.ù

D: Pensi di poter correre anche meglio di come hai fatto domenica facendo il record?

Io credo che nessun umano sia limitato. Tutto è possibile, e i record sono fatti per essere abbattuti.

D: Parteciperai ai prossimi giochi olimpici?

Sì, continuerò a correre e tenterò di avere ancora successo. Non ho mai pensato davvero di ritirarmi.

D: Sei sempre sorridente, anche nelle gare più faticose. Il tuo sorriso è diventato un simbolo. A cosa pensi in quei momenti?

Penso che la maratona è vita. E che se davvero vuoi essere felice, allora devi goderti la vita e fare quello che ti piace. Ecco perché sorrido. Perché mi piace correre la maratona.

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