Frine is back! E ci racconta la sua Fluo Run

Mi siete mancati come un oasi nel deserto, come il miele sul pecorino. Ma ho perso tempo a studiare. Esatto, solo a studiare per arrivare completamente fuori forma a questo “evento”. E il virgolettato mai avrebbe avuto più senso come oggi.

Noi, intendo la selecao delle NTC Girls di Milano Porta Nuova ci abbiamo messo il solito entusiasmo. Abbiamo preparato la FluoRun nel migliore dei modi, non come voi immorali che correte a 4’15″/km, perché siete illegali, chiaro?

Ci siamo provviste di una ventina di braccialetti fluorescenti, Autan e tanto cuore, come mi ha insegnato Elena, che per caso è passata portare il suo sorriso insieme all’inseparabile Ludo. Forse noi siamo un po’ choosy perché ci hanno abituate bene, la We Own The Night doveva essere un ricordo e un punto di partenza, ma invece è rimasto un termine di paragone troppo importante, aspettiamo la prossima come la manna dal cielo.

Il villaggio Fluo non era affollato, la bag era sgonfia, come quando vai all’Esselunga e ti servono solo i cotton fioc, solo un pettorale, una maglia da uomo, (vi sembro un uomo?), e un braccialetto fosforescente tanto stretto, degno da epistassi. Ora, io non me ne faccio niente dei gadgets, ma crepo di sete e fame anche dopo 1 km di camminata al fresco. E non era fresco, chiedetelo alle zanzare.

Non era un percorso a distanza, ma a tempo. 4 bandiere colorate a segnalare le partenze, ok, io sono fuori forma e parto con gli ultimi a 7’00″/km, con 2 ragazze Alessandra ed Eliana, saranno loro le mie pacer, perché quando partiamo, tutti insieme i pacer scelti si devono occupare soltanto di tenerci sui marciapiedi, quelli che delimitano il Parco Sempione, è lì che si sviluppa la maggior parte del percorso.

Circa 200 persone ammassate alla “volemose bbene” e “Antò fa caldo” a farsi gli sgambetti. Tempo di fare 2/3 giri nel parco e arrivano gli immorali a doppiarci… “Viaaaa, spostatevi” con un sorrisetto di scherno a cui ho risposto con un’asma da cagna. Volevo mollare dopo 3km, perché ci ho messo solo il cuore e le gambe, di cui una incerottata.

Così Alessandra ed Eliana hanno rallentato e mi sono state vicine per non farmi fermare, ci ho messo la testa fino alla fine quando non siamo nemmeno riuscite a prendere una bottiglietta d’acqua. Grazie al cielo la mia supporter numero 1, la mamma, ci ha condotte ansimanti al drago verde più vicino e ha tenuto le borse di tutte perché chiaramente non esisteva un deposito.

Ed ecco qui, anche stavolta ho imparato qualcosa, ci vuole testa, per correre, per non fermarsi e per preparare un evento. Ed ora torno a studiare, con la testa e un’amica magari, perché qui di selvaggi…nemmeno l’ombra!

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