Garmin fenix 2: la recensione di Fabrizio Dolce

NUOTO

E’ la prima volta che uso un dispositivo specifico per il nuoto quindi la mia piccola recensione è priva di paragoni diretti con altri dispositivi .

Il Garmin Fenix 2 al polso risulta abbastanza ingombrante per le sue dimensioni non proprio slim ,ma l’ottima elasticità del cinturino permette di stringerlo in modo quasi perfetto e fastidiosi spostamenti durante la bracciata sono praticamente assenti. Una volta in acqua si accede al menù “attività” e tramite i pulsanti up/down si seleziona la modalità desiderata in questo caso NUOTO subito dopo si accede ad un sottomenù che dà la possibilità di scegliere piscina/acque libere, selezionando piscina c’è la possibilità di scegliere la lunghezza della vasca 25mt-50mt o personalizzare la distanza. 

Una volta partiti il dispositivo sfrutterà l’accelerometro interno per determinare lo stile, nel mio caso seleziono 25mt e si accede alla schermata personalizzabile con i dati preferiti nel mio caso distanza, numero di vasche e tempo (ma si possono aggiungere altre pagine con innumerevoli ulteriori dati). Premendo il tasto rosso in alto a destra si avvia la sessione di allenamento il dispositivo avverte emettendo una serie di vibrazioni facilmente avvertibili al polso.

In questo primo test il Fenix2 è risultato molto preciso nel conto delle vasche, se si vuole interrompere l’allenamento per una sosta basta premere il tasto lap in basso a sinistra, il tempo della sosta verrà automaticamente sottratto all’allenamento, al termine si avranno quindi il tempo di allenamento (solo quello in movimento ) e il tempo totale trascorso (movimento+pausa). Premendo il tasto rosso si interrompe definitivamente la sessione e una volta salvata si accede automaticamente al riassunto dell’allenamento, (schermata classica di tutti i dispositivi Garmin).

Le mie prime impressioni sono molto positive, il Fenix2 superata una fase iniziale di adattamento dovuta alle dimensioni risulta comodo al polso, il display con le sue generose dimensioni risulta facilmente visualizzabile (a patto di avere occhialini puliti), si può finalmente pensare solo a nuotare senza dover impazzire nell’interesse le vasche a mente.

Con l’ultima release il firmware include ora la funzione “Swim Drill” che permette di inserire dei comodi avvisi vibranti alla distanza/tempo desiderata,funzione che aiuta molto soprattutto negli allenamenti lunghi. Nei prossimi giorni proverò il Fenix2 nelle altre attività e vi farò sapere come si comporta fuori dall’acqua.

BICI

Come promesso dopo la prova in piscina ho portato il mio nuovo Fenix2 a fare “un giro” in bici, non avendo un bike mount ne costruisco uno con un piccolo pezzo di polistirolo (per la serie McGyver me spiccia casa) funge alla grande si parte!!! A differenza del test in acqua oggi potrò avere un riscontro diretto sulla funzionalità del Fenix2, sulla mia bici infatti avrò anche “sua maestà” garmin510, dispositivo che per oltre 10.000km non ha mai avuto il benché minimo problema, sempre fedele sia sul tracciamento che sulla precisione degli innumerevoli dati che può fornire.

Posizionati i due dispositivi sul manubrio si nota subito la prima differenza sostanziale: il 510 è un dispositivo nato esclusivamente per la bici e le sue generose ma non ingombranti dimensioni lo dimostrano escludendo ogni dubbio. Il Fenix2 invece, passando dal polso al manubrio perde quella sensazione che a prima vista lo rende quasi sovradimensionato per l’utilizzo multisport. Oltre alle dimensioni i due dispositivi differiscono anche per la scelta del contrasto sfondo/dati, infatti il 510 usa caratteri alfanumerici neri sù sfondo bianco l’esatto contrario per il Fenix2, avviati i 2 dispositivi parte il test.

Dopo qualche km sbirciando sul manubrio la differenza di dimensioni è il primo fattore che salta all’occhio, usando il 510 da circa un anno il mio sguardo è quasi assuefatto alla lettura istantanea dei dati, quindi aspetto ancora qualche km prima di confrontare i dati, effettivamente questa scelta premia, i dati del Fenix2 (4 campi/pagina in questo test) sono leggibilissimi, probabilmente la scelta cromatica dello sfondo aiuta molto e dopo qualche minuto quella iniziale tendenza a “cercare” i dati svanisce e risulta tutto di facile e diretta indivuazione. Avendo la fortuna di pedalare su una strada larga e con poco traffico posso dedicare un pò di tempo al confronto dei dati tra i due protagonisti di questo test, gli aggiornamenti arrivano rapidi su entrambi i dispositivi segnando nel 99% dei casi lo stesso valore, la connettività ANT+ al sensore Cad/Vel che sul 510 funziona egregiamente anche sul Fenix2 è validissima, ogni incremento di pedalata, velocità, frequenza cardiaca viene visualizzato quasi istantaneamente.

Il test procede senza intoppi, faccio qualche km rimuovendo dal manubrio il 510 e devo dire che quasi non ne sento la mancanza, posso consigliare di usare le schermate del Fenix con 2/3 campi per ogni pagina e “switchare” di pagina in pagina in base agli allenamenti da fare.

La connettività con garmin connect tramite dispositivo iOS è molto stabile, il LiveTracking in questa sessione non ha subito interruzioni accidentali, cosa che in passato era frequente col 510, forse solo un caso ma farò altri test nei prossimi giorni e vi aggiornerò sui risultati. Su questa funzione va detto però che attivando il bluetooth si disattiva automaticamente il chip ANT+. si avete capito bene: col Fenix2 se volete condividere col LiveTracking il vostro allenamento dovrete rinunciare a tutti i sensori che supportano ANT+!!

È il momento di chiudere l’allenamento, interrompo i dispositivi dalla registrazione in entrambe viene visualizzata l’opzione “salva”, quella che invece con il 510 è un’operazione di routine col Fenix2 invece è accompagnata da una “strana” lentezza nella fase di salvataggio dei dati che in questo caso, sessione di circa 3 ore impiega 2 minuti abbondanti, cosa che si ripete anche in fase di richiamo evento dalla cronologia. Con l’ultimo aggiornamento software questa operazione è diventata molto più fluida anche se una certa lentezza rimane nel richiamo da cronologia.

Scaricati i dati su Garmin Connect e messi a confronto i valori sono sovrapponibili con piccoli scarti dell’ordine del 1%, l’unico valore che differisce in percentuale maggiore è l’aumento di quota (dislivello), quasi sicuramente le innumerevoli calibrazioni che ha subito nei mesi il 510 fanno la differenza rispetto alla totale mancanza delle stesse sul Fenix2.

CORSA

È arrivato il momento di portare il fenix2 a fare una corsa: quello che per un dispositivo di ultima generazione può sembrare una banalità col garmin fenix2 diventa “un’esperienza”!!!

Le schermate dati possono essere personalizzate quasi all’infinito, ma per questo test uso la mia modalità standard 3 campi con distanza in alto, frequenza cardiaca al centro e passo reale in basso . Appena si seleziona la modalità corsa dal menù il dispositivo fà subito una ricerca del sensore cardio e subito dopo passa al fix del Gps entrambe le operazioni sono molto veloci e nel giro di 20 secondi appare la scritta che suggerisce di premere start per avviare l’allenamento.

Premuto il tasto rosso Start si avvia la sessione e subito si ha una prima panoramica dei dati, la frequenza è molto stabile fin da subito, consiglio sempre di perdere qualche secondo in fase di vestizione e inumidire bene la fascia cardio per evitare letture anomale nei primi metri. Anche il passo (corrente) si stabilizza dopo poco.

Ed è su questo parametro vorrei spendere qualche parola in più: dalle ultime generazioni dei garmin forerunner 220/620 si è passati ad una visualizzazione di 5 sec in 5 sec (esempio mantenendo un andatura di 5.13min/km il dispositivo visualizzerà o 5.10min/km o 5.15min/km) il fenix2 pur mantenendo questa impostazione “di famiglia” ha una lettura molto stabile e reattiva del passo corrente. Mi spiego meglio: correndo e facendo spesso cambi di andatura l’aggiornamento sullo schermo del dispositivo è sempre molto veloce, cosa che sul ForeRunner620 invece è di una lentezza imbarazzante, ho avuto modo di testare i dispositivi nello stesso allenamento e mentre distanza e frequenza cardiaca sono praticamente identici il 620 reagisce alle variazioni di andatura con l’agilità di una balena spiaggiata!!! Il che ne rende quasi inutile la visualizzazione di questo prezioso dato!!!

Ma questa è un’altra storia concentriamoci sul dispositivo del test. Il fenix2 si comporta bene nella corsa, i suoi 92gr si fanno sentire ma non sono mai “invadenti” la lettura dei dati anche in condizioni non ottimali (alberi/centri abitati) è sempre stabile, anche nel test che ho effettuato in pista mi ha sorpreso positivamente ,in un’allenamento di 11km si è perso solo 100mt!!! Altra valida novità del dispositivo è l’accelerometro interno che permette di fare allenamenti indoor e anche nel caso di allenamenti in sentieri dove la vegetazione è particolarmente fitta suggerisco di usare la modalità “al chiuso”, devo dire che con gps disattivato il dispositivo si comporta egregiamente a patto di bere e togliersi il sudore con la mano opposta a quella dove indossiamo il dispositivo. Infatti fermando il braccio anche per pochi secondi si manda facilmente in crisi l’accelerometro.

CONCLUSIONI FINALI

Alla luce di questo primo test le mie personali impressioni sul nuovo gioiello di casa Garmin sono più che positive, sicuramente il software ancora acerbo crea qualche disappunto quando si cerca di districarsi in un menù impostazioni che prevede ben 11 profili e altrettante attività, dando a volte la sensazione che siano addirittura “troppe. Anche i fedeli utenti Garmin faranno fatica al primo contatto col nuovo Fenix2, nonostante ciò una volta avviato nell’attività che si sceglie svolge il suo lavoro veramente bene, registrando e mostrando nei vari campi del suo schermo dati sempre precisi!!!

Anche le dimensioni che sembrano eccessive dopo poco passano in secondo piano, il Fenix2 sta bene sia sul polso grazie alla perfetta elasticità del cinturino sia sul manubrio delle nostre bici, e ad esser sincero si fa apprezzare anche come “normale” orologio di tutti i giorni.

Sicuramente col rilascio dei prossimi firmware riusciremo a sfruttarlo in pieno e diventerà un must per gli amanti del Multisport.

RunLikeNeverBefore ringrazia Fabrizio Dolce per il suo contributo e per la bellissima recensione del nuovo Garmin Fenix 2. 

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