Golden Gala: Ronnie Baker al via nei 100 metri

Il casting per l’uomo più veloce del mondo è già iniziato. Nel 2017 – anno che il fulmine Usain Bolt ha scelto per chiudere la sua scintillante carriera – nuovi ambiziosi volti sono pronti a raccoglierne il testimone.

Giovedì 8 giugno sarà proprio il Golden Gala Pietro Mennea a far sfrecciare il primo possibile pretendente al trono dei 100 metri.

Alle 20:30 fari puntati su Ronnie Baker che il 27 maggio a Eugene ha messo il turbo con un 9.86 appena ventoso (+2.4).

A Roma, con buona pace di Eolo, cercherà una conferma. Baker, 24 anni da compiere, è nato a Louisville in Kentucky e rappresenta uno degli emergenti della velocità a stelle strisce.

Al Prefontaine Classic si è lasciato alle spalle anche Justin Gatlin (quinto in 9.97) che, non sentendosi ancora al top della condizione, ha deciso di rivedere l’agenda dei suoi impegni agonistici, compreso il Golden Gala dove sarebbe andato a caccia del quinto sigillo consecutivo. 

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Ronnie, omonimo del padre chinesiologo, di stanza in Texas e già titolare di due titoli NCAA indoor, è stato l’autore di un avvio di stagione folgorante come i suoi start dai blocchi.

Parte basso, subito in assetto, accelerazione turbinosa, un lanciato senza menare arti e busto fuori dal prototipo dello sprinter.

Magari ha ancora stampati nei ricordi gli appunti di papà Ron e tutte quelle raccomandazioni su come gestire il corpo. Da fermo e in velocità.

Baker è sceso quest’anno a 9.99 prima e 9.98 poi, tempi destinati alle polveri nell’immediato futuro. Finisce nel calderone della velocità di grido da un paio d’anni, e proprio nel 2015 mette il naso fuori dagli Stati Uniti per andare a prendersi il quarto posto alle Universiadi in Corea, perdendo il bronzo di un centesimo e, beffa suprema, registrando con 0.200 millesimi il peggior tempo di reazione. Vinse il sudafricano Simbine, col record nazionale di 9.97.

Baker non è al primo assaggio italico. L’anno scorso ha fatto tappa vittoriosa a Lignano e a Padova. Un inverno strepitoso sui 60 metri, con qualche capolino in Europa e un magnifico 6.46 a Torun con corsa magistrale, scomposta nemmeno un po’.

E’ una rarità, con un fisico potente come il suo. A Eugene ha spazzato via gente col collo pesante di medaglie come De Grasse, Gatlin e Rodgers. La sua filosofia si riassume in un semplice motto: “Don’t let your highs be too high, or your lows too low”.

Non lasciare che I tuoi alti siano troppo alti e che i tuoi bassi siano troppo bassi. Altra interpretazione da manuale, della vita. Da portare sui blocchi.

www.goldengala.it

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