La Felice Gimondi: una Granfondo dalle emozioni uniche

Oggi è stata una bellissima giornata. E non parlo solo del meteo, che è stato clemente. Una giornata nella quale per la prima volta ho visto 4.000 ciclisti partire tutti insieme.

Uno spirito unico quello del ciclismo, diverso dalla corsa, diverso da qualsiasi altra cosa. Qui si respira lo sport ma anche la passione per la montagna, per le grandi scalate, senza badare troppo all’età o al ritmo. Qui pedalano tutti.

La Felice Gimondi, una delle Granfondo più partecipate d’Italia, ha preso il via questa mattina alle ore 7 dallo Stadio di Bergamo. Io e Sara ci siamo presentati ai nastri di partenza insieme a migliaia di altri ciclisti.

Arrivati poco prima della partenza ci siamo subito posizionati in griglia e vi assicuro che lo spettacolo è stato grandioso.

Tre i percorsi disponibili. Corto da circa 90 km, medio da 128 e lungo da 162. Io decido di andare con il medio, più adatto alle mie caratteristiche e soprattutto al mio allenamento. Altimetria comunque importante, 2.100m di dislivello. Ci sono salite toste, c’è il Selvino e Costa d’Olda, che raggiunge il 10% di pendenza massima.

128

I primi 50 km volano via che è un piacere e salgo sul Selvino ancora fresco. Mi fermo al ristoro, mangio e bevo anche se non ho fame e sete. Si sta bene, il clima è perfetto.

Affronto le salite con calma, senza forzare, cercando di conservare le energie. In discesa mollo i freni e recupero un po’ visto che la media oraria non è certo invidiabile.

Grandissima crisi invece verso il km 100. Le gambe sono stanche e la salita sembra non finire mai. Stringo i denti e continuo a ripetermi: dai, dai, dai.

E finalmente arriva il momento della discesa. Una lunga discesa che conduce e ci riporta verso Bergamo. Recupero le forze nel finale. Trovo un bel treno e mi accodo, le gambe che girano, la sensazione di aver fatto qualcosa di bello.

Devo stoppare il Garmin e salvare una decina, forse 15 km prima dell’arrivo. La batteria è al 2% e non voglio rischiare di perdere tutta l’uscita. E sarebbe davvero un peccato.

Una giornata così non mi capitava da tempo. Stanco, con un mal di gambe che mai nella vita, ma con la gioia nel cuore.

Quei giorni di quando la vita ti vuole regalare dei momenti unici.

Che non bussano e non chiedono. Arrivano e basta.

 

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