Un tempo si chiamava Portus Delphini. Un luogo magico, con il suo promontorio e i paesaggi mozzafiato che lo caratterizzano. La località di Portofino è conosciuta e apprezzata sin dai tempi dell’impero romano. Ed è proprio in questo periodo che così fu chiamata per la grande popolazione di delfini che popolavano (e popolano) il golfo del Tigullio.

Una riserva naturale di maestosa e rara bellezza. Con un’area marina protetta e 80 km di sentieri, è letteralmente un piccolo paradiso, con una sorprendente varietà di ambienti.

Adesso immaginate una giornata fatta di snorkeling,  SUP (Stand up paddle), kayak e, per finire, una passeggiata panoramica sul promontorio.

Sono le attività che Aqua Lung ci ha proposto per scoprire al meglio – e nel totale rispetto della natura – questa incantevole località.

Una piccola premessa per chi ancora non conosce Aqua Lung.  Vi basti sapere che 75 anni fa introdusse la subacquea nel mondo grazie a Jacques Yves Cousteau e Emile Gagnan che nel 1943 idearono e svilupparono “lo scafandro autonomo”, un sistema per immersione autonomo con erogatore a richiesta, ribattezzato appunto “aqua-lung”. A tutti gli effetti il primo autorespiratore subacqueo moderno.

Aqua Lung, grazie al supporto di organizzazioni come Coral Guardian, EarthEcho International e Sea of Change Foundation, si occupa e si preoccupa anche di preservare l’ambiente e rendere il pianeta un posto migliore, confermando il proprio impegno anche nelle comunità locali.

In questa gionrata particolare Aqua Lung ha voluto quindi celebrare il suo legame indissolubile con l’ambiente in cui opera, il mare.

La base d’appoggio è Outdoor Portofinouna società nata per promuove lo sport, il turismo sportivo e le attività di educazione ambientale legate all’Area Marina Protetta e al Parco di Portofino.

Prima di partire con i loro istruttori ci cambiamo e iniziamo a testare i materiali. Partendo dalla maglia Rashguard, che con la sua protezione SPF 50 consente di evitare scottature e possibili punture, dentro e fuori dall’acqua. Da sfoggiare da sola o sotto la muta come strato base.

La prima parte della nostra avventura parte quindi in kayak, con l’esplorazione del territorio fino alla punta del promontorio, dove in alcuni periodi dell’anno, grazie all’incontro di due correnti, si può assistere a un incredibile spettacolo sottomarino.

Le pagaiate si susseguono e in men che non si dica è già ora di fare ritorno alla base per quella che considero l’esperienza più bella della giornata: lo snorkeling.

Cos’è lo snorkeling? In breve, nuotare a pelo d’acqua provvisti di maschera, boccaglio (snorkel appunto) e pinne.

La maschera Reveal si rivela comoda ed ergonomica. Scopro con piacere che è creata in Italia e che è dotata di fibbie con un pulsante per il rilascio rapido. Si mette e si regola in pochi secondi e una volta indossata è come non averla.

Abbinata alla maschera non può mancare lo snorkel Zephyr. Le sue caratteristiche lo rendono davvero unico, e soprattutto comodo. A partire dal boccaglio, che grazie a una soluzione tecnologica non richiede di stringere i denti, riducendo così l’affaticamento della mandibola.

Altra perla la valvola di scarico ellittica che permette di eliminare l’eventuale presenza di acqua nella curva del boccaglio senza doverlo togliere. Un soffio forte e via, l’acqua viene espulsa senza fatica.

Ultime, ma non per importanza, le pinne Hot Shot. Pala in tecnopolimeri semi-rigidi e due robusti elastici regolabili in silicone che ottimizzano la pinneggiata.

Il fondale, non serve dirlo, è uno spettacolo unico. Gli istruttori, durante le pause, ci raccontano la fauna marina che popola queste acque. Per loro rocce, pesci, alghe e piante non hanno segreti, e si rivelano più che generosi nel fornirci tutte le informazioni e le caratteristiche di ogni singolo abitante del mare.

Ancora incantati dalla rigogliosa natura torniamo in spiaggia per l’ultima parte del nostro “viaggio”. Un percorso di trekking che ci porta per boschi, sentieri e i carruggi tipici delle località liguri. Una passeggiata che si conclude al faro di Portofino.

Costruito nel 1870 è una torre di 12 metri, con la lanterna posizionata a 40 metri sopra il livello del mare. Un punto di riferimento per gli amanti del mare, protetto dai venti e dai marosi.

Ma ahimè, come tutte le cose belle, anche questa giornata giunge al termine. È ora di tornare a casa, con il mare nel cuore e la natura che ancora rimbomba nella testa.

Un’esperienza da fare e rifare. Tutte le volte che si vuole, ancora una volta, entrare in contatto con la natura e con se stessi. 

TUTTE LE INFO SU http://www.aqualung.com/it/

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