Milano City Marathon: ecco i vincitori

Il 26enne keniano Jafred Chirchir Kipchumba (2h09’15”) e la 23enne etiope Asnakech Egigayehu Mengistu (2h25’50”) hanno vinto la decima edizione della Milano City Marathon, organizzata dal Consorzio Milano Marathon (composto da RCS Sport  – La Gazzetta dello Sport e Rosa & Associati), disputata questa mattina con partenza dal polo fieristico di Rho-Pero e arrivo in Piazza Castello Sforzesco. Sul velocissimo nuovo percorso milanese, nonostante il forte vento, entrambi hanno stabilito il proprio primato personale in maniera piuttosto netta. Chirchir Kipchumba ha preceduto sul traguardo il 31enne connazionale Charles Kamathi Waweru, grande favorito della vigilia, che ha chiuso in 2h11’24” e difeso con i denti il secondo posto, precedendo di poco il 28enne etiope Teferi Kebede Balcha (2h11’35”). La Mengistu ha invece messo in fila la keniana Anne Bererwe Cheptanui (2h28’22”) e la connazionale Yeshimebet Tadesse Bifa, che ha tagliato il traguardo stremata in 2h36’04”. Bella vittoria nella gara per hand-bike per Alex Zanardi (1h21’19”) che ha superato in volata Paolo Cecchetto

Gara Maschile
Gli uomini erano partiti a un buon ritmo (15’03” ai 5 km, 30’30” ai 10 km), ma poi il vento ha rallentato il gruppo di nove atleti, transitato a metà gara in 1h04’33”. Al 30° km, dopo il ritiro delle due lepri Barnabas Kosgei e Solomon Bushendich, il primo ad aprire la battaglia è stato proprio Chirchir Kipchumba, seguito solo da Kamathi. I due hanno corso assieme per 7 km, ma poi al 37° km il vincitore ha lanciato l’attacco decisivo, staccando l’ex campione mondiale dei 10.000 nel 2001, bloccato dai crampi.

«Non mi aspettavo di vincere, ho dato il massimo e sono contentissimo», ha dichiarato Chirchir Kipchumba, che aveva un primato di 2h10’42”, fa parte del gruppo dell’altro grande favorito della gara Robert Cheboror (5° al traguardo) e si allena nella Rift Valley, vicino alla famosissima Eldoret. «Il vento? Non mi ha dato troppo fastidio», ha aggiunto. «Speravo di fare meglio, ma ho avuto grossi problemi muscolari – ha detto invece Kamathi – Il percorso è molto bello, velocissimo, peccato per il vento».

Il primo europeo al traguardo è stato il francese, di origine marocchina, Ahmed Ezzobayry (10° in 2h19’53”), mentre il primo italiano è statoTommaso Vaccina (12° in 2h22’59”).

Gara femminile
Quasi folle invece il ritmo imposto alla gara femminile dalle due etiopeMengistuBifa, con un passaggio a metà gara di 1h11’52”, in linea per migliorare di oltre un minuto il primato della corsa (2h24’59” di Margaret Okayo nel 2002). Al 29° km, però, la vincitrice è rimasta da sola, mentre la connazionale entrava in crisi, perdendo oltre 10’ e venendo scavalcata dalla keniana Bererwe. Quest’ultima è stata protagonista di una grande rimonta: passata a metà gara in 1h15’15”, nella seconda metà si è scatenata con un parziale di 1h13’07”. «Mi aspettavo di vincere perché sapevo di essere ben allenata», ha dichiarato la Mengistu, che vive in un sobborgo di Addis Abeba chiamato Ketebe. Dopo l’arrivo ha avuto qualche problema di stomaco che le ha impedito di salire sul palco delle premiazioni e di partecipare alla conferenza stampa. «Ho avuto dei problemi con i ristori, poi il freddo e lo sforzo hanno fatto il resto – ha spiegato – Se ci fossero state delle condizioni migliori avrei potuto correre in meno di 2h25’, come avevamo previsto». «Sono felicissima, perché ho fatto una gara intelligente – ha raccontato invece la Bererwe – Non ero in grado di correre veloce come le prime, dunque ho deciso di fare la mia corsa».

La prima atleta italiana al traguardo è stata invece la marchigianaMarcella Mancini, 4° in 2h37’43”. «Speravo di fare meglio, ma non riuscivo a respirare bene», ha dichiarato.

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