Oh Stramilano, mia Stramilano! Come dite, ah non era così?

Ah Stramilano, la Stramilano. Ogni anno lei torna puntuale. Una gara che da sempre è per me fonte di grande ispirazione, di grandi traguardi raggiunti, di record personali abbattuti. Ma anche di sconfitte, insuccessi, tentativi miseramente falliti.

Quest’anno la Stramilano è stata un misto di emozioni. A partire da sabato. La rincorsa arriva – dopo il ritiro del pettorale – con la grande, grandissima occasione di intervistare live Massimiliano Rosolino prima del suo debutto sulla mezza maratona.


Un pomeriggio ricco di emozioni, durante il quale ho cercato di carpire quali sono i veri segreti di un campione. La determinazione e la forza per cominciare da zero. La volontà di voler seguire un percorso e di portarlo a termine.

La stessa che mi è servita poi domenica per affrontare tutti i 21 km della gara. Una gara particolarmente dura quella di quest’anno. Una gara che come ogni anno viene proposta in un orario davvero bizzarro, le 11 di mattina.

E se alle 11 fa caldo, figuriamoci a mezzogiorno, quando tutti hanno un’ora di corsa sulle gambe e un’ora di sole sulla testa. Finisce che sei cotto (qualcuno ha detto foto di copertina?)

“Non farla più se non ti piace l’orario” mi dicono. E non hanno torto, ma come ho scritto sopra, per me questa è una gara molto particolare. Continuo quindi a farla, anno dopo anno, nella speranza che gli organizzatori ascoltino le (numerose) richieste dei partecipanti.

Nel vortice del weekend Stramilanese anche Carlotta, Teresa e Anna Maria, complici di un progetto e per l’occasione valorose compagne di corsa.


In tutto questo turbinio di emozioni ho cercato di portare a casa la gara nel modo più dignitoso possibile e devo ammettere di aver sofferto molto. Cuore sempre presente. Testa altrove. Le gambe hanno seguito.

Partito dal fondo ho passato i primi 6 km a schivare, saltare, sorpassare. Una volta trovato il ritmo (che non era comunque quello che avrei voluto tenere) è stata comunque dura.

Il tifo? Da paura. Ho incontrato una marea di amici, di persone che non avevo mai visto, qualcuno si è fermato anche solo per un saluto. Sul percorso poi ho sentito un sacco di volte chiamare il mio nome.

La gioia nel cuore, niente ti emoziona di più e ti dà la carica come il tifo delle persone che ti seguono da vicino.

Nonostante tutto c’era poca motivazione, poca grinta, non c’era quella rabbia che di solito caratterizza le mie corse migliori.

Ma non son qui a fare l’elenco delle scuse, che servono a poco. È stato un mezzo disastro. L’avvicinamento alla Maratona di Milano si fa sempre più complicato e tentare di centrare l’obiettivo (3h30′) diventa sempre più una mera illusione.

Una sola conferma da questo weekend: la striscia di amore e odio per la Stramilano continua imperterrita.

Difficile fare un bilancio. Più facile invece rinnovare l’appello agli organizzatori, perchè anticipino l’orario di partenza della gara.

Oh Stramilano, mia Stramilano,

Il nostro viaggio tremendo è terminato,

la nave ha superato ogni ostacolo, l’ambìto premio è conquistato

Comunque vada tornerò da te, ancora una volta.

(e questo lo aggiungo io, perché so già che è così che andrà)

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