STORIES: Massimiliano Cavazza racconta la sua prima Maratona

Diario di viaggio della “mia maratona di Roma”

se desideri vincere qualcosa puoi correre i 100 metri ma se vuoi goderti una vera esperienza corri una maratona!” (e. zatopek)

Da due anni ho iniziato a correre. Lentamente la passione della corsa è entrata nella mia vita assumendo sempre più spazio. Correre mi fa star meglio sia fisicamente (sono dimagrito di 10 kili) ma anche mentalmente. La corsa è una bella metafora. Il valore di un impegno costante per raggiungere una meta e la perseveranza nonostante le difficoltà.

Ho iniziato a correre quasi per scherzo, partecipando alla staffetta della maratona di Milano con i colleghi.

Da lì è iniziato un percorso altalenante ma sempre presente: La mia prima 10 km a Milano, le altre corse, la prima mezza maratona ed ora la maratona di Roma. Con la corsa imparo l’importanza della meta, ma soprattutto del percorso; del viaggio. E come ogni lungo viaggio .. tutto inizia da un singolo passo.

• Il primo passo: nasce l’idea! •

Non sono preparato per la maratona: una distanza cosi lunga mi spaventa. Ogni volta, però, che leggo della maratona sui giornali ho uno strano formicolio allo stomaco. E’ Uno strano fermento: l’emozione di una nuova avventura.

Il 7 gennaio 2013 decido di iscrivermi alla maratona di Roma: è il 17 marzo…. Ora non si torna più indietro! Più di 12.000 persone, la città eterna, 500 tesori d’arte nel “nostro” percorso” … Roma è un bel modo per cominciare!

• Passo 2: dalla strategia alla pianificazione: la tabella allenamenti •

Navigo su internet ed entro su un sito. C’è una bellissima App per iPhone che pianifica tutto e promette di farmi da coach nella mia preparazione. Inizio allora il primo allenamento di valutazione di 12 minuti per valutare le mie soglie di velocità. Primo verdetto: per preparare la maratona occorrono 4 mesi ti consigliamo di posporre. Se proprio insisti però ecco il programma…“Insisto …”

Ecco quindi il programma per la maratona: 36 allenamenti di cui molti lunghi ma soprattutto 4 lunghi pesanti di 30 31 33 e 35 km! chissà se ce la farò.

• Passo 3: L’inizio della preparazione •

A novembre ho fatto una mezza maratona. Ma questo è tutta un altra cosa. La mezza maratona è fisiologica… la maratona no.

Inizio, quindi, gli allenamenti in compagnia del mio coach virtuale. L’App mi dice quando rallentare e quando accelerare il passo ma soprattutto la musica mi tiene compagnia ed i primi allenamenti passano fluidi in attesa del primo lungo “serio”; il primo vero scoglio ed anche la mia ansia.

Sarò in grado di affrontarlo e superarlo?

Decido di dargli un significato metaforico. Il 21 gennaio è il mio compleanno. Mi metto in ferie e lo affronto: 30 km per i miei primi 41. Inizio il percorso e mi lascio guidare dal caso e dai semafori. E’ bello è perdersi e scoprire una città mai vista. I km scorrono insieme alla meditazione sugli anni che passano. Corro e mi viene in mente il sorriso di un bambino ricciolino e spensierato che gioca e si diverte in cortile.

• Passo 4: La preparazione mentale •

La maratona non è solo preparazione fisica ma anche mentale. Correre per più di quattro ore richiede una forte motivazione e la ricerca di continui stimoli. Comincio a leggere e non vorrei smettere più. Il mio allenamento è seguito dalle testimonianze di “illustri protagonisti” che diventano improvvisamente i mie compagni di viaggio virtuali. Ed ognuno aggiunge un aspetto interessante.

Inizio con Linus (parli sempre di corsa): un percorso così normale nella nascita della passione.

Leggo il libro di Dean Karnazes (Ultramarathon man): se ci credi, con costanza ed allenamento, ce la puoi fare.

Sfoglio l’e-book di Fulvio Massini (Andiamo a correre): tanti consigli pratici e l’importanza del “flow”.

Per il mio compleanno ricevo il libro di Stefano Baldini (Maratona per tutti): è incredibile come un grande campione affronti gli stessi temi e le stesse difficoltà di un amatore. La vicinanza nella corsa.

Infine leggo Murakami (L’arte di correre): la corsa come un percorso di miglioramento continuo e l’accettazione delle proprie capacità.

• Passo 5: L’ultimo lungo “strong” (ovvero la tentazione di prendere la metro al 18mo km) •

E’ il 24 febbraio. L’ultimo lungo-lungo prima di affrontare la maratona ed anche una bella sorpresa. Mi lamento spesso dei percorsi per il running a Milano. Nei precedenti allenamenti ho trovato l’escamotage di perdermi nella città. Ma lo smog, a cui ci si abitua, non è decisamente il compagno ideale.

Una collega mi consiglia di seguire la pista ciclabile del naviglio martesana. E’ una scoperta bellissima. Dopo Melchiorre Gioia mi immetto in un percorso che segue il naviglio ed è in pieno verde. Una strada lunga che sembra non finire mai. Arrivo a Cassina de Pecchi dopo circa 17 km e mi ritrovo davanti alla fermata della metropolitana…la tentazione è grande ma ritorno indietro e concludo i miei 35 km!

• Passo 6: Roma arrivo •

Superato lo scoglio dei lunghi rimangono ora gli allenamenti di scarico… ma soprattutto la maratona! L’incognita più grande. Continuerò i passi del percorso, faticoso ma pieno di soddisfazione, contando di riuscire a raggiungere la meta. Penso al libro di Murakami (l’arte di correre): “tagliare il traguardo, non camminare e correre con piacere. Queste tre cose nell’ordine sono i miei obiettivi”.

• Ed infine Roma •

Roma è una sensazione indescrivibile. Mi vengono in mente colori, immagini, sensazioni. L’emozione della partenza ai fori imperiali. I primi 25 km di corsa con un compagno improvvisato. Una signora che mi incita dietro una transenna (dajjeee Max). Io che ballo a ritmo di musica per sciogliere i muscoli al 30mo km. I crampi al 37 mo con un runner che si ferma per aiutarmi.

Gli ultimi 5 km in mezzo alla città eterna (ma poteva essere anche Kabul e non ero più cosi lucido da riconoscerla).

Un runner che mi abbraccia al raggiungimento del traguardo.

Sono 4h 18 e la sensazione di avere fatto qualcosa di grande (anche se chi è allenato può sorridere del tempo ☺)

 

 

 

 

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