STORIES: Riccardo Costagliola di Polidoro racconta la sua “LMM”

E’ difficile iniziare a raccontare la mia prima Maratona almeno quanto sia stato difficile correrla. E’ difficile tornare indietro con la mente a quando per prima volta sono uscito a correre al parco, a quando ho cominciato a guardare il “passo”, alla prima 10Km, alla prima 21Km e ai mesi di duro allenamento. Tutto ciò che resta impresso sono quegli ultimi 195m dove la fatica svanisce…

Quando si è accesa in me la voglia di confrontarmi la distanza regina, i 42.195m, la prima cosa che ho fatto è stato iscrivermi. Scelgo LMM, Lago Maggiore Marathon, perché? Non lo so. E’ il 27 Maggio.

Da qui in poi sogno, pianifico, mi informo e inizio ad allenarmi per 16 lunghe settimane che sembrano però essere passate in un lampo all’alba del 19 Ottobre. Faccio girare le gambe la mattina e poi parto alla volta di Verbania insieme ai ragazzi, amici veri, che condividono con me la passione per il running. Chi pensa che la corsa sia uno sport individuale si sbaglia, si è squadra dal primo all’ultimo metro e i Red Snakes sono una squadra meravigliosa.

Il sabato è il giorno pre-gara, il più difficile forse. Sono tranquillo forte dei miei 37Km corsi in allenamento senza troppo affanno. Convinzione nei propri mezzi o spavalderia? Non lo so e il pomeriggio lo passiamo tra programmi per la cena, spesa per la colazione e preparativi vari.
Gennaro, il mio compagno di avventura, è teso, pianifica ogni dettaglio. Ne ha già corsa una e sa meglio di me cosa ci aspetta.

La domenica mattina inizia come da programma con la colazione nelle scale dell’albergo proprio con Gennaro. Silenzio e sbadigli prevalgono. Segue un’oretta di riposo, poi il rito della vestizione e del “fissaggio” del pettorale. Usciamo in strada, non fa troppo freddo nonostante le previsioni meteo avverse. Poco alla volta ci raggiungono i compagni partiti in mattinata, Alessia (la mia prima supporter!) e Ivo, il Coach Matteo, Noemi, Davide e tanti altri amici. Ci si spoglia, si depositano le sacche, il riscaldamento è un po’ frettoloso, i consigli e la grinta che ci trasmette Matteo sono e saranno preziosi.

Ore 9:05: partiti! Avvio il Garmin e sciolgo le gambe. I primi 4km sono in salita ma passano in fretta. Incrociamo Alessia, Matteo, Noemi, Davide e Mirko poco dopo. Mi vedono teso, in realtà mi sento molto concentrato. Siamo davanti ai palloncini delle 3h30’, l’obiettivo. Gennaro mi segue e la coppia Luca/Roberto ci affianca e supporta. Come direte voi? Ovviamente in Vespa con tanto di accredito “Stampa”! Inimitabili…

I primi 7km sono passati e comincio ad avere freddo. La canotta tecnica sotto la maglia RS è bagnata e la brezza del Lungo Lago si fa sentire. Chiedo al nostro scudiero Roberto di prendermi una mantellina termica al passaggio alla 21Km, dove parte degli atleti si fermerà. Lui ha un idea migliore e poco dopo me lo ritrovo sulla strada con uno smanicato sventolato in stile torero. Infilo le braccia al volo e via, tempo qualche minuto tutto torna nella norma. Poco dopo il 12Km, stiamo viaggiando a 4:53 di media, forse sovra ritmo, e Gennaro si ferma per motivi fisiologici. Percorro più di un kilometro da solo, compresa salita e discesa. Proprio quando inizio a pensare di doverla correre da solo Gennaro mi urla da dietro e si accorda. Ha paura di pagare lo strappo a 4:30 ma so che lui la ha nella gambe, si vede dal viso.

Incrociamo i primi tre maratoneti intorno al “nostro” 18esimo kilometro, li incitiamo e proseguiamo a buon passo fino alla discesa prima del traguardo della Mezza, che al ritorno sarà una salita importante (ma Gennaro non aveva detto che al ritorno non ci sarebbero state salite?). Mangio il primo dei 2 gel e approfitto del ristoro successivo per dissetarmi.

Passiamo alla Mezza in 1h44’ e spiccioli, un tempo che pochi mesi facevo fatica a segnare su questa distanza. Come al solito ci sono Alessia, Matteo, Noemi, Davide e Mirko a incitarci e fotografarci. Scendiamo per 2km, giro di boa, e risaliamo per altri 2 passando nuovamente in zona 21 incitati non solo dai fidati supporter ma anche da tutti gli amici che hanno finito la Mezza (un mare di PB per loro!).

La carica è tanta ma i kilometri sono più già più di 25 con la salita di cui sopra da affrontare. Sento le gambe diverse rispetto ai primi kilometri e questo mi infastidisce. Da qui in poi comincio a pensare a intervalli regolari a come sarà tagliare il traguardo. Mangio il secondo gel in vista del 30esimo e fino al 33esimo fatico un po’. Il mito del 3-30-33 sarà forse veritiero? Al 33esimo kilometro Flavio, che nel frattempo se li è mangiati a 4:20 di media, ci dà la carica, giusto quella che mi serve ad arrivare al prossimo ristoro. Dal 35esimo in poi sento sete e non riesco più a mandare giù pezzetti di banana.

I pacer delle 3h30’ si mettono davanti a noi a fare il ritmo, sono in vantaggio sul tempo promesso. Gennaro mi segue, forse è in difficoltà o forse no, mi volto poco perché sono stanco. C’è anche Fabio con noi, altro runner conosciuto da poco ma sempre gentile e simpatico. Tra una “chiacchera” e l’altra con Fabio e i pacer si passa il 37esimo: di testa penso che non sono mai andato oltre e le gambe lo sentono. Quando il Garmin mi dà il parziale di 4:44 mi chiedo cosa stiano facendo i ragazzi con i palloncini!

Da qui in poi è tutto un falsopiano in salita, cerco di stare concentrato e allungare lo sguardo alla ricerca del prossimo cartello. 39, 40 (dicono che ne manchi uno solo ma ovviamente non è vero), 41..

Scroscio di pioggia, so dove siamo e capisco quanto manca. Continuo a correre ma ho bisogno di far presente a Gennaro che non ne ho più:

Lui: “Andiamo così fino alla fine..”

Io: “Non ne ho più..”

Lui: “Mancano 200m!”

Ultima curva, il cartello con scritto “42” e lì di fronte a noi mentre veniamo travolti dalle grida di incitamento di Marco “Maico” mentre Roberto “Magister” ci aspetta, infallibile, con la sua reflex. Incrocio lo sguardo di Diana e Sara (forse c’è qualcun altro ma sono troppo stanco per mettere a fuoco!) che urlando iniziano a correrci a fianco. Tripudio di adrenalina, la fatica è scomparsa, lancio la volata. Arriviamo insieme io e Gennaro, proprio come avevo disegnato nella mia mente. 3h28’48”. Done!

C’è un dopo fatto di abbracci (il bacio con Alessia, la mia prima supporter, come nei migliori finali di film), affetto, complimenti, messaggi sul cellulare e tanta fatica. C’è una tavolata di 27 persone, compreso mio padre venuto per l’occasione da Torino. C’è un viaggio di ritorno in compagnia e ci sono le gambe stanche.

Ma sono sicuramente quei 195m finali che mi porterò dentro come ricordo più bello.

195m che hanno ripagato tutti i kilometri corsi fino a quel momento…

 Dedicato a: Ale Kiwi, GEG, SVB, DD, MMSB, MG5, GTC, Deb, MM, Lila, Ivo, Magister&Cordero, AMA, Ascia, Il Coach, Noemi, FDC, Run, Fulvio, Baldons, Francio, Nunnari, Flavio, Fabio, Roby, Laila, Marco M e tutti gli amici runners che sto dimenticando!

Condividi su:
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •