Triathlon Olimpico di Milano: divertimento allo stato puro!

Questa è la storia di un salvataggio in corner perfettamente riuscito. Una specie di miracolo organizzativo, se così vogliamo chiamarlo. Una gara inizialmente prevista a Segrate ma che per motivi non legati agli organizzatori è saltata ed è stata quindi recuperata all’Idroscalo (anche se è stata annullata la distanza Sprint).

Quindi bravi ai ragazzi di Eco Race, che hanno gestito al meglio la gara. Senza contare che è stato un pomeriggio di sport incredibile, con il meteo che ha graziato tutti, ricoprendo il bacino artificiale con nuvole minacciose ma senza la scocciatura della pioggia, se non per pochi minuti.

Prima della partenza incontro i compagni di squadra del Team Spartans, Luca, Fabio e la (quasi) new-entry Lucrezia, che esordisce a Milano per la sua prima gara di Triathlon.

Ma non solo. Incrocio anche Ivan Risti. Gli chiedo come va. Prima ancora che risponda so già cosa dirà, e infatti parte con il suo: “mah, oggi tranquillo, sono qui solo perchè è Milano e sarebbe un peccato rinunciare. Sono un po’ stanco, ho ancora l’Ironman di due settimane fa nelle gambe”. Sapete com’è andata no? Finisce che chiude secondo dietro a Daniel Fontana. E per fortuna non stava benissimo. Sempre il solito (la mia è tutta invidia, è il mio idolo, ma mica glielo dico).

La gara va via che è un piacere. Percorso veloce, velocissimo, partito con i 1.500m di nuoto – prima le ragazze, poi le successive batterie – da percorrere al centro del bacino con boe tutte a sinistra. Partenza dall’acqua, si fa fatica a trovare il ritmo nel gruppo. È un continuo sentir mani sui piedi e persone che ti passano sopra, di fianco sotto, dappertutto.

Mi servono almeno 800 metri per trovare un po’ di pace e iniziare a respirare con più calma. Il ritorno verso il pontile infatti è più agevole dell’andata. Esco e via di corsa verso la zona di transizione, uno dei miei punti deboli.

Via la muta e casco in testa, accompagno la bici per pochi metri e poi subito in sella. Il tracciato bici è filante, la strada scorre veloce, prendo un gruppo e non lo mollo per un paio di giri – sono 7 quelli da percorrere in tutto – ma la media (40-42 km/h) è troppo alta per me. Ad ogni rilancio faccio sempre più fatica a raggiungerli. Li lascio andare e aspetto un secondo gruppo, con un ritmo un po’ più agevole, siamo sui 35-37 km/h.

Ultimo giro, prendo la deviazione che riporta in zona cambio. Indosso le scarpe da Running e la mia adorata visiera (sono solo pochi secondi in più, mi dico) per l’ultima frazione.

Bastano pochi metri e una specie di attacco di panico mi assale quando sento la gamba sinistra completamente contratta, con dei simil-crampi al polpaccio. Nella testa il mantra: tieni duro, tieni duro, poi ti passa, poi ti passa.

E così per fortuna succede, dopo circa 1 km. I dolori passano e la corsa diventa più agevole, anche se piuttosto lenta rispetto alle mie aspettative. Il tracciato è un multi-lap a bastone da tre giri, con due ristori piazzati strategicamente alle due estremità.

Nonostante un po’ di stanchezza cerco di tirare l’ultimo km, e mi dirigo verso il traguardo, che supero con le braccia al cielo, come sempre. Anche questa è andata!

Mi tolgono il chip ma decido di restare al traguardo ad aspettare Lucrezia, che ho incrociato più volte nel tracciato bike e corsa. La intravedo mentre percorre gli ultimi 100 metri, e chiedo allo speaker di urlare il suo nome nel microfono quando mancano pochi metri al traguardo.

La gioia nei suoi occhi non ha prezzo. La abbraccio, la bacio. Come si fa a non stimare una che nel giro di venti giorni diventa prima Maratoneta (sempre a Milano) e poi Triatleta, saltando a piè pari la distanza Sprint, scegliendo di esordire invece in un Olimpico.

Insomma una gara bella, veloce, emozionante.

Con un grazie particolare a Giovanna Cardella che ha immortalato con le sue foto i momenti più importanti della gara, compreso l’abbraccio finale, a Emilio per il noleggio in extremis della sua muta e a tutte le persone che hanno fatto il tifo per me sul percorso. Grazie ragazzi!

Triathlon allo stato puro, si legge sui cartelli e al traguardo.

Divertimento allo stato puro, si legge nei nostri occhi.

Milàn l’è un gran Milàn.

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