Visita medico sportiva agonistica: ecco perchè farla è importante

Prendo spunto da un post visto in uno dei tanti gruppi di Runners presenti su Facebook. L’autore con un messaggio (era la didascalia di una foto) si opponeva all’esito negativo della visita medica, e sosteneva di voler comunque continuare a correre nonostante il parere negativo del medico.

La prima domanda che mi sono fatto è stata: “io cosa avrei fatto?”. La risposta è arrivata in un battito di ciglia: mi sarei fermato.

Ma le polemiche sulla questione – tipicamente Italiana – non mancano. Come molti mi hanno fatto notare questo tipo di esame è richiesto solo in Italia mentre se si gareggia all’estero è sufficiente una autocertificazione che solleva gli organizzatori da ogni tipo di responsabilità.

C’è poi chi parla di truffa, c’è chi pensa sia una cosa inutile. Ma perchè – io mi chiedo – se abbiamo uno strumento in più per capire il nostro stato di salute poi ce ne freghiamo?

Quando si tratta di salute siamo tutti medici di noi stessi. Una sfogliata a google, una veloce ricerca dei sintomi e tac, abbiamo la risposta ai nostri problemi.

Ma attenzione. La visita medico sportiva non è un semplice “esame di abilitazione” all’attività agonistica, ma è anche un momento che rende possibile la diagnosi precoce di patologie, anche non correlate all’attività sportiva, e l’individuazione di fattori di rischio individuali per la salute. 

La Circolare del Ministero della Sanità 31/1/1983, n.7 chiarisce che per agonismo si intende “quella forma di attività sportiva praticata sistematicamente e/o continuativamente e soprattutto in forma organizzata dalle Federazioni Sportive Nazionali, dagli Enti di Promozione Sportiva riconosciuti dal CONI e dal Ministero della Pubblica Istruzione per quanto riguarda i Giochi della Gioventù a Livello Nazionale, per il conseguimento di prestazioni sportive di un certo livello”.

L’attività sportiva agonistica non è quindi sinonimo di competizione. L’aspetto competitivo, infatti, che può essere presente in tutte le attività sportive, da solo non è sufficiente a configurare nella forma agonistica un’attività sportiva. La qualificazione agonistica a chi svolge attività sportiva, pertanto, è demandata alle Federazioni Sportive Nazionali o agli Enti Sportivi riconosciuti.

Inoltre, gli atleti di età maggiore di 40 anni (39 anni e sei mesi a norma dell’Atto di indirizzo della L.R. 35/2003 ) effettuano un test da sforzo non allo scalino, ma sul cicloergometro, perchè è scientificamente acquisito che al di là di questa soglia di età il test risulta maggiormente efficace per l’individuazione di patologie a rischio (ischemie, ecc.).

Nel novembre 2007 il Ministero della Salute, su proposta del CONI nazionale e con parere favorevole del Consiglio superiore di Sanità, ha abbassato a 35 anni il limite per l’esecuzione del Test da sforzo al cicloergometro invece che allo scalino per molte discipline.

Forse mi sto dilungando troppo, ma vorrei fosse chiaro che la visita medico sportiva è importante, MOLTO importante.

Non trascurate questo aspetto se volete iniziare a correre e soprattutto se tenete alla vostra salute.

Anni fa uno spot recitava così: “una telefonata allunga la vita”.

Ecco, se una telefonata può tanto, figuriamoci una visita medica.

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