12H Cycling Marathon: la sottile linea tra impresa e sogno fantastico

Avete presente quando avete così tante cose da raccontare che non sapete nemmeno da dove cominciare? Quando anche l’ordine cronologico perde di importanza perchè è tutto lì, mischiato nella vostra testa, e non sapete bene come fare a dire tutto in una volta sola.

Partiamo dal principio. Dopo l’esperienza dell’anno scorso, fatta con un solo Team, quest’anno ho deciso di rincarare la dose e portare 3 Team da 4 persone. E qui non si tratta solo di competizione. Io le chiamo esperienze, viaggi fatti attraverso lo sport.

Per conoscere meglio gli altri e conoscere meglio se stessi. Tre i Team quindi: uno tutto al maschile, uno di sole ragazze e un Team misto. Dopo un pomeriggio un po’ nervosetto dedicato al ritiro pettorali in autodromo, iniiza la festa.

Alle 20.20 lo start. Centinaia di bici in pista, una dietro l’altra. Quell’inconfondibile suono dei cerchi, delle cassette di chi non pedala e lascia riposare le gambe. Ma qui non è solo l’atmosfera ad essere magica.

Qui si vivono diverse vite contemporaneamente. Quella di chi in pista pedala. E quella di chi sta ai box in attesa. Tra caffè, risate, infiniti tentativi di addormentarsi falliti. Calcoli, vestizioni, materassini da campeggio, gente che cucina (??), cambi d’abito, e poi ancora caffè, integratori, gente che passa le ore sui rulli, che manco al Tour de France.

E gli amici. Qui arriva anche chi non deve pedalare, e si incontrano un sacco di persone di altri Team. Penso a Gianluca, Giorgio, Roberto, Davide, Alessandro, Monica, Valentina, Simone, Raffaella e Monica, Tatiana, Antonella.

La lista è lunghissima. Sono qui per salutare, per correre, per fare il tifo. Ovunque è un continuo salutare e un continuo “come va? Quanti siete?”.

Ma oltre al divertimento – non si può negare – c’è anche il lato competitivo. Si controlla la classifica provvisoria ogni mezz’ora (classifica completa qui: www.mysdam.net/)

. E quando si entra in pista si spinge al massimo, senza tenere niente.

Tra di noi c’è chi non ha mai pedalato per due ore di seguito, c’è chi per la prima volta usa i pedali con gli attacchi. C’è chi scrive il programma dei cambi sui tovaglioli di carta. Ma noi rimaniamo gente tosta. Il Team misto si piazza terzo di categoria e il Team Runlikeneverbefore 1 completa 80 giri – sono 463 km – con una media finale di oltre 38 km/h.

E non importa se nella notte ha piovuto e ci sono stati tuoni e lampi. Non importa se sono state versate lacrime o dispensati sorrisi a 32 denti. Non importa se quando arrivi sei sfinito e non ne hai più e vorresti solo andare a casa. Perchè noi eravamo qui per fare qualcosa che in pochi possono dire di avere fatto.

Nel bene e nel male, abbiamo portato a casa una vera e propria impresa.

E allora onore a tutti quelli che c’erano e un grazie speciale a tutti i componenti dei tre Team: grazie a Marco, Francesco, Marco, Lucrezia, Francesca, Sara, Rachel, Sara, Javier, Paolo e Luca.

Io vi aspetto alla prossima 12H Cycling Marathon, che a Settembre fa tappa sul circuito di Misano.

…e chissà che per l’occasione io non decida di partecipare, per la prima volta, affidandomi alla sola forza delle mie gambe…

www.cyclingmarathon.com/

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