Dalila D’Ingeo descrive gli “animali da corsa”, e voi quale siete?

C’è chi si affanna per prendere il tram, chi sfreccia con l’auto per raggiungere in tempo l’ufficio, chi rischia d’inciampare per arrivare prima della chiusura dell’ufficio postale e poi ci sono i runners.
Chi corre per/con passione sa che, chilometro dopo chilometro, tutto ciò che gli sta attorno sarà il suo miglior compagno fino alla fine dell’allenamento. Alberi, cani, persone, condizioni climatiche, alba piuttosto che tramonto, ogni santissima cosa richiama l’attenzione del runner: egli deve uscire un po’ fuori di sé per sopportare la stanchezza e a volte il dolore. La concentrazione del runner sta tutta in questo esercizio: essere consapevole del proprio corpo e dello sforzo fisico senza però fissarsi su di esso.
Due giorni fa tra un affanno e una ripresa di un allenamento con 20 minuti di variazionipensavo che questa corsa è in realtà tutta identica alla vita e non solo per  le metafore e gli insegnamenti che se ne possono trarre. Osservando i tipi umani in seduta di allenamento ho provato a catalogarli in varie specie ed è stato molto divertente scoprire come questi animali da corsa hanno le stesse tendenze e caratteristiche che ritroviamo abitualmente nel quotidiano.
Leggere per credere!
Elenco di specie che s’incontrano nel parco e non solo.
1)  Felini alias predatori: li riconosci da lontano! Abbigliamento tecnico tutto griffato, possibilmente Nike, toni scuri che asciugano la figura, quintali di profumo e capelli tutti ingelatinati. Sono coloro che sportivamente parlando hanno delle prestazioni medio-scarse, ma approfittano della corsa al parco per acchiappare qualche preda sgambettante. Di solito non sono corridori professionisti e, alle ripetute preferiscono le ore in palestra, li vedi correre come galli cedroni a tutta velocità per poi fermarsi 300 metri dopo. Questi animali sono spesso accompagnati o vanno alla ricerca delle meglio note
2)    Gatte morte alias prede dei felini: più o meno con la stessa dinamica dei suddetti sculettano per qualche metro mostrando un outfit  da serata disco. Tessuti aderentissimi , glutei scolpiti con ore ed ore di palestra, trucco sempre perfetto, criniera sciolta e accarezzata dal vento e andatura segnata da piccoli saltelli. È possibile riconoscerle al primo sguardo: un vero runner sa che è assolutamente poco da runners indossare All Star o MBT-strizza culo per lunghe e serie sedute di allenamento. Il loro periodo di riproduzione coincide con le temperature miti, appena viene giù il freddo si rifugiano in palestra pronte a sferrare il prossimo attacco.
3)      I professionisti: sono i veri runners e li riconosci per prima cosa dall’abbigliamento. Scarpe prima di tutto per non parlare dei vari tessuti tecnici a seconda delle stagioni. In questo periodo a Milano vanno molto le calze a compressione graduata che, un non professionista non indosserebbe mai se avesse un minimo di senso estetico. Però funzionano, specialmente nelle lunghe sedute di allenamento. I runners seri hanno dei cardiofrequenzimetri seri, possibilmente dotati di GPS, guardano sempre l’orologio e lo maneggiano durante l’allenamento. Attenzione!: Non hanno fretta, molto probabilmente stanno facendo delle prove ripetute o qualche prestazione particolare. A volte indossano magliette di gare passate e ci tengono molto a tenere il kilometraggio della competizione fatta in bella vista. Non preoccupatevi, abbaiano ma non mordono e qualche volta vengono presi anche loro dalla sindrome felini/gatte morte.
4)     I mistici: sono coloro che mentre corrono invocano qualche divinità, fanno qualche rituale strano o recitano preghiere. La loro fatica fisica corrisponde ad una purificazione corpo/mente e di solito l’allenamento ha la stessa durata del rituale. Ricordo una signora che mentre correva sgranava un rosario buddhista, piuttosto che un’altra che, a fine corsa fece volare dei palloncini in aria. Ma il mio preferito rimane il mistico-guerriero di Parco Sempione: uomo calvo, forzuto, corre in jeans, senza scarpe e a petto nudo. Durante lo sforzo fisico emette versi strani, e, tra una corsetta e l’altra, legge le pagine di un libro misterioso.
5)      Gli irriducibili: ovvero coloro che hanno fatto un patto con il demonio. Li vedi sfrecciare davanti a te che hai almeno 60 anni meno di loro e sicuramente più stanchezza di loro. Sono duri, tenaci,  con la corsa hanno scoperto l’elisir di lunga vita. Belli come il sole li vedi allenarsi di mattina presto vestiti alla buona, ma con una forza di volontà che non appartiene a nessuna delle specie precedenti.
6)      I violenti: ovvero i cattivi. Questa è una specie un po’ trasversale e sono certa che i molti esemplari è facile trovarli anche nei posti di lavoro, in famiglia, tra gli amici, o più comunemente per strada. Sono gli isterici, i dittatori, coloro che impongono le loro scelte agli altri. Mi riferisco a tutti quelli che cercano di correre al parco tenendo i propri cani stretti al guinzaglio, fino quasi a strozzarli. Vedi  l’animale che si dimena per andare a giocare tra l’erba bagnata e loro li tirano violentemente a sé, come se il cane avesse piacere ad allenarsi per ore intorno alla pista dell’arena. Se la bestia non obbedisce loro urlano fino a quando uno dei due non la da vinta all’altro.
Ho finito l’allenamento con le gambe che non ne volevano più sapere e il sudore che iniziava ad asciugarsi addosso. Dopo le variazioni ho fatto 10 mins di corsa lenta per sciogliere il corpo e dare un’altra occhiata in giro. Sorridendo ho capito anche io di che specie faccio parte.
E tu, che animale sei?
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Story by Dalila D’Ingeo
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