Fango, polvere e sangue: ecco la mia Reebok Spartan Race MILANO

AROOOOO!!!!!! È l’urlo degli Spartani. Gli spartani della Reebok Spartan Race MILANO. Ma che cos’è una Spartan Race? Si tratta di un percorso di circa 5 km e una quindicina di ostacoli, che si sviluppa completamente nell’area del Castello Sforzesco e di Parco Sempione. Ci sono ostacoli “da superare assolutamente”, pena la squalifica, per altri invece, se non riesci a superarli, devi spararti 30 BURPEES.

Questo genere di “gare ad ostacoli” ultimamente spopola in tutto il mondo, e dopo averne provata una si ha subito voglia di farne un’altra! Ma passiamo alla cronaca della gara.

Partenza alle 16.30 dall’Arena Civica. Musica, divertimento, radio 105 a farla da padrone. Le operazioni di ritiro pettorale si svolgono piuttosto velocemente. Mi consegnano una busta con un chip per le scarpe, un pettorale, un braccialetto identificativo, uno da consegnare all’arrivo per avere la maglia da finisher e una fascia da mettere in testa con il numero di pettorale stampato sopra.

Ogni “batteria” è formata da circa 150 “Spartans” (oltre 3.000 gli iscritti oggi!) e non c’è traffico quando si corre. Dopo i primi 500 metri costeggiamo l’Arena Civica ed ecco apparire i primi ostacoli: alcuni “muri” in legno, alti un paio di metri, forse qualcosa meno, da scavalcare. Agevoli, nessun problema.

Continuiamo per qualche metro ed entriamo in Arena: l’ostacolo è rappresentato dalle gradinate. Si sale e si scende tre volte, c’è chi sceglie di utilizzare i gradini bassi, io scelgo invece i gradoni,  più faticosi ma permettono di superare un po’ di gente.

Si continua a correre nel parco, altro check-point. Bisogna portare dei secchi con all’interno un sacco di sabbia, facendo un piccolo anello di circa 50 metri. Anche qui piuttosto agevole, la fatica non è tantissima, ma il divertimento cresce di ostacolo in ostacolo.

Ma adesso arriva il bello. Il fossato del Castello Sforzesco. Prima un breve percorso ovale da percorrere nella polvere, trascinando un peso legato ad una catena. Passo al lancio del giavellotto. Bisogna centrare delle sagome in legno o il fieno che si trova al di sotto di esse. Solo un tiro. Sbaglio. 30 Burpees!!!

Poi il filo spinato, una cinquantina di metri di puro fango, molti si rotolano, senza strisciare “come fanno i marines”. Ci provo, dopo qualche rotolata però mi gira la testa e così anche agli altri. Allora vai di marines, ginocchia e gomiti e via andare. 

Si risale tramite una scala in corda e si riprende. Altri pesi, un sacco di sabbia da portare in spalla. Monkey Bars. C’è di tutto. La prove più “toste” sono alla fine. L’arrampicata sulla corda, tocca salire fino in cima e suonare una campana. Vado, mi arrampico solo di braccia, senza nemmeno far passare la corda tra le gambe. Faticosa, ma arrivo in cima, e suono la campana!

Si sale, sempre con una scala in corda, sopra ad una struttura, e sospesi a diversi metri da terra si attraversa un “buco” appoggiando solo mani e ginocchia alla corda. Discesa.

L’arrivo è vicino, ma prima c’è un altro muro in legno. Stavolta bello alto. Vedo diverse persone che non riescono a superarlo. Prendo una bella rincorsa e punto il piede a metà muro, spingendomi verso l’alto. Funziona! Mi aggrappo al bordo e passo dall’altra parte. Non è finita. No. I carboni ardenti. Li salto in corsa e taglio la linea del traguardo. Medagliaaa!!!

Una gara molto molto bella, divertente e faticosa al punto giusto. I 5 km sono una distanza alla portata di tutti, e sicuramente un buon test per chi vuole cimentarsi in questo tipo di “gare”. Non vedo l’ora di provare Spartan Race con distanze più lunghe e ostacoli sempre più impegnativi. Alla prossimaaaa! AROOOOO!!!!!!

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