Frine goes AMS (prima parte)

“Scusa dov’eri sparita?”
“Chiedo scusa a te e agli amici lettori”
“E…a che scuse adduci? “
“Sono volata ad Amsterdam…ma ho una bella giustificazione”
“E perché, di grazia?”
“Scommetto che i miei lettori sono più informati di te…non lo sai che anche lì il 30 Maggio si corre la WOTN?”
“Vuoi dirmi che sei andata a tastare il terreno e hai corso anche ad Amsterdam?”
“Più o meno…cercavo i miei vecchietti, quelli che vengono ingoiati al Parco di Monza…”
“Ma per carità, svegliati Alice, il Paese delle Meraviglie non esiste e quello del parco non era certo il biaconiglio!”
“Sarà…ma mi sento molto Alice…è l’unica sfigata che non si sposa un principe azzurro…”
“Non dirmi che l’hai trovato…”
“Allora…vuoi sapere cosa ho fatto o dobbiamo discutere della frequenza di cardiopalmi ogni volta che tiravo sù la testa e mi si paventava di fronte un biondone?”
“No, preferisco le bionde…”
“Sempre a pensare alle birre…piene di carboidrati…Comunque…io necessito di chiarimenti e ho bisogno dell’aiuto del pubblico…meglio..dei lettori.
Ad Amsterdam corrono tutti…ma proprio tutti..è imbarazzante! Corrono con le biciclette, a piedi, con le buste di iuta riciclata, con i bambini legati nei marsupi ricavati da scampoli di tendaggi fiorati, con i passeggini simili a carrelli della spesa a 2 piani…c’è qualcosa che non mi torna…bambini ovunque. Mi aspettavo quasi che si alzassero dalle carrozzine, infilassero un paio di Nike misura 12 e cominciassero a correre con quei figoni di mamma e papà. Giovani, giovanissimi. Pieni di assegni familiari. Ho inforcato una bici e pedalato per 2 giorni. Con qualunque situazione atmosferica, caldo, caldissimo, sudata, freddo, freddissimo, congelata, sole, vento, grandine, sole…ah, tutto in un quarto d’ora. Sbalzi climatici simili alla mia instabilità sentimentale. Anch’essa sale e scende vertiginosamente in un quarto d’ora.
Sono triste, ma non depressa…perché non ho trovato i miei vecchietti…forse l’umido dei canali non li ha attratti più di tanto, è risaputo che non giovi alle articolazioni.”
“Vuoi dirmi che goffa come sei con la bici…”
“Eh no…nessun danno…a parte il patema d’animo alla convinzione che lasciando la luce accesa alla bici, poi questa non partisse più…”
“Vabbè uscivi da un coffee-shop”
“Infido e maligno, uscivo da una birreria e mi ero innamorata del cameriere…e poi anche di quello che noleggiava le bici, e di quello che mi ha servito l’Apple-Pie e ..”
“No fermati…”
“Scusa…comunque tu lo sai che le papere del parco sono olandesi, vero? Come no…?! Guarda ti allego un supporto fotografico…Le altre gambette sono della mia compagna di avventure…Cinzia, meglio nota come Thelma, che mi ha già intimato di preparare i bagagli che si parte di nuovo. Toscana e Abruzzo…si corre verso altri lidi. Lei è l’ennesima mental coach, non mi fa uscire di casa senza scarpe e abbigliamento tecnico e fashion da running”
“Parti ancora?”
“Sì, ma allora sei di coccio! Me lo hai detto tu che correre è un viaggio…dai che quando torno ti porto un regalino”
“Davvero?”
“Sì ti incarto il mio ginocchio destro, alleggerito…che mi manca la cartilagine”
“E che fai per il ginocchio?”
“Ci corro sopra…hai qualche altro suggerimento?”

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