#FrineWantsYou: “Straight to the finish line”

“Dimmi che ce l’hai fatta?”
“Sì, il trucco ha resistito, il rouge sulle labbra era perfetto, il mascara non è colato.”
“Sei uno schianto! Ma la corsa? Il ginocchio”
“Non so da dove cominciare, sono stanca, euforica, felice, in lacrime di gioia. Ho corso senza fermarmi, in una notte che se a volte odio Milano, stavolta mi sarei spalmata sull’asfalto a baciarla. Ho odiato il percorso al buio completo nei parchi mentre qualcuno di nascosto fumava erba negli angoli….aspetta fammi ricominciare. Fammi dare un senso al mio discorso e tieni in mano il biglietto da visita del mio terapeuta, magari alla fine dovrai chiamarlo per le urgenze”
“Dai che questo evento ha fatto scalpore, hai detto che non ti sei fermata?”
“Dunque, mi è salita l’ansia dal giorno precedente, mamma e papà al mio fianco parcheggio in garibaldi e sento Levante dal palco di Gae Aulenti che canta …”che vita di merda”…non bene…ma salgo le scale e trovo loro..la mia crew al completo che al contrario di te, che mi parli di tempistiche, tira fuori specchietti e lustrini. Il rossetto è rosso, gli smalti vanno dal verde all’azzurro e già si balla al ritmo di All the single ladies…sperando che il tutto sia waterproof perché minaccia pioggia. Le selfie si sprecano e stavolta corro il rischio di cadere nel mainstream, non mi interessa. Musica, colori, e fashion blogger. Criticate. Criticatissime. Quella non corre, quella fa ridere, quella è rifatta. Rifattissima. Se mi passa vicino il naso glielo rifaccio io con uno sgambetto tzè tzè. Quando arriva il momento il momento di avvicinarsi allo starting grid..”
“Oddio hai assunto il termine tecnico”
“Sì, l’ha detto Fiammetta Cicogna dal palco, non credere sia entrata nel tuo ossessivo cervello. Dicevo che ho avuto il braccialetto viola bello come un Damiani, come i pantaloncini, e quindi la prima fila era la mia accanto alla Straneo e già mi sento assolutamente fuori luogo, e mi scappa la pipì. No, fermiamoci un momento su questo. Davvero, era più lunga la fila ai chimici che all’inps allo sportello disoccupazione. Decido di non farla, pessima decisione. Mentre tutte si scaldano con la Ferragni e la Braghieri, belle belle in modo assurdo io e la mia treccina ci dirigiamo in zona shooting e divento io bella bella in modo assurdo. God save photoshop!”
Quindi tutte compatte alla partenza?”
“Sì, per i primi 3 passi, mi giro e…sbam! Inghiottite. Tutte sparite. Non posso correre da sola, mi viene l’angoscia, ma la 4°km raggiungo una socia e non mi stacco più da lei. Passiamo sotto un tunnel illuminato al 9°km e non mi cedono le gambe, cedo all’emozione e scoppio in un pianto liberatorio, che mi rallenta ma niente ha più un senso, guardo Susanna che mi grida di non mollare perché ce l’abbiamo fatta insieme. La finish line è alla lì, davanti a noi, poco dopo l’ultimo sprint in salita. Lo so, voi siete sportivi veri, e sembra stupido ma…ho pensato ad ognuno di voi, al vostro coraggio che è stato il mio…Al vostro supporto che ho trasformato in motivazione.”
“Quindi ora ci lasci?”
“Già mi mancate. Ma io devo andare. Non vi dimenticherò mai. Grazie”
“E…mi lasci così?”
“Vieni…ho un progettino niente male per noi due….”

 

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