Mezza di Cantù – la gara

PartenzaFinalmente!!!

Dopo molti tentativi, e soprattutto dopo molto allenamento, sono riuscito ad abbattere il muro delle 2 ore in una mezza maratona, ed averlo fatto a Cantù, dove il percorso è piuttosto duro, mi rende ancora più felice.

Arrivato a Cantù verso le 8.00 stamattina per il ritiro pettorale, ho fatto un po’ di riscaldamento e stretching giusto giusto per tirare le 9.00, ora della partenza.

Questa volta, a differenza della 10K di Monza, ho settato il Garmin per tenere un ritmo tra i 4:50 e i 5:30 senza troppo preoccuparmi di fare partenze sprint o tenere i 4’30″/km per qualche km.

La strategia ha funzionato! In partenza sono stato abbastanza tranquillo e i primi 5 km sono stati una specie di riscaldamento, senza mai forzare e senza mai sentirmi affaticato. Superato il quinto km vedevo che le gambe giravano bene e la sensazione di benessere e “flow” continuavano e ho deciso di alzare (anche se di poco) il ritmo.

Sempre così, tra salite infinite e discese incredibili (guardare il grafico dell’elevation per credere) fino al tredicesimo km, dove ormai capisco definitivamente di poter finire sotto le due ore.

Piccola accelerazione con la consapevolezza di non voler strafare onde evitare di rovinare il tutto. Flow sempre con me ed è quando mancano 5 km che decido di superare un gruppetto di persone davanti a me e programmo di fare gli ultimi 3 km sui 5’00”.

Effettivamente le cose sono poi andate così e l’ultimo km, caratterizzato da un’ultima salita, passa in un attimo. A 400 metri dall’arrivo, avvistato un altro gruppetto di runner, decido di fare la volata e di superarli in grande stile. Tutto funziona bene ma è solo quando mancano 200 metri che mi accorgo di un ragazzo a fianco a me che vuole tirare come un dannato tentando di superarmi. Facciamo 100 metri insieme e al cartello dei 20 km accelero ulteriormente e girandomi verso di lui gli dico: “dai, dai!” e lui in tutta risposta, alla mia accelerazione mostruosa (XD) mi dice: “ma quanto c**o corri??!!”.

Taglio il traguardo con il cuore in gola e senza più fiato, ci metto un paio di minuti per tornare a respirare decentemente ma soddisfatto come non mai.

Ristoro con fetta di pane e marmellata e vado a ritirare il pacco gara (maglietta tecnica, gatorade, pacco di pasta e tavoletta di cioccolato, niente medaglia peccato). Mi dirigo verso gli spogliatoi dove in pochi minuti mi asciugo e mi cambio, dopodichè mi incammino verso il parcheggio per cercare la macchina e per farlo passo davanti al traguardo. Il timer segna 2 ore e 10 minuti e alcuni concorrenti stanno ancora arrivando. Un enorme sorriso si stampa sul mio volto mentre penso che solo l’anno scorso chiusi la stessa gara in 2:18….

[nggallery id=[nggallery id=19]

Condividi su:
  • 1
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
    1
    Share
  • 1
  •  
  •  
  •  
  •  

3 Comments

  1. Francesco 8 Giugno 2009 at 11:35

    Ciao

    ieri c’ero anche io a Cantù.
    Scusa la mia ingenuità ma per me era la prima edizione che correvo e di certo non mi aspettavo un percorso del genere, o meglio pensavo in un percorso piatto!!!
    Ieri quando sono giunto in città ho capito che di piatto c’erà solo il mio piede, e mi sono messo il cuore in pace sapendo che sarebbe stato un calvario per me che non amo i cambi di pendenza.
    Infatti cosi è stato… in discesa mi sembrava di andar piano… in salita pure… sul piccoli tratti di falsi piano le gambe non mi giravano… è stato tutto un arrancare.
    Sono arrivato sulle gambe e come sempre un po demoralizzato.
    Il percorso bello, forse il traffico andava un po più regolamentato , troppe macchine ci sfioravano.
    Insomma ero venuto per provare il personale, ma forse questo non era il percorso adatto…. senza forse :)

  2. AirRobi 8 Giugno 2009 at 12:53

    la stessa cosa è capitata a me l’anno scorso – pensavo di fare una mezza su un piattone e invece già da quando stavo per arrivare in macchina mi sono visto ste salitone (e discesone) che non finivano più. Quest’anno invece mi sono messo il cuore in pace e conoscendo il percorso ho capito dove potevo spingere e dove era meglio andare tranquillo. Non ci credo ancora di aver fatto qui il personale e non alla Stramilano. Che tempo hai fatto?

  3. Pingback: Runlikeneverbefore