Si scrive #GazzaNight, si legge notte magica. Un giro in Gazzetta per capire come si realizza ogni giorno un (autorevole) quotidiano sportivo

Qualche giorno fa ricevo un invito molto particolare e capisco subito che è qualcosa che non posso perdere.

Si chiama #GazzaNight, ed è un tour completo che farà scoprire, a me come agli altri blogger e giornalisti presenti, come nasce ogni giorno – o forse è meglio dire ogni notte – la Gazzetta dello Sport.

Ma non solo. C’è anche Gazzetta TV, il nuovo canale televisivo targato RCS, e tutto il comparto digital dei contenuti Facebook e twitter.

Gli uffici della Gazza sono belli, bellissimi, e Andrea Monti, il carismatico direttore, ci accompagna per corridoi e scrivanie.

Ci spiega come funziona il lavoro di redazione, come interagiscono i giornalisti, e proprio mentre si rivolgena noi viene interrotto dai colleghi per l’approvazione della prima pagina di oggi della Gazzetta dello Sport. Due opzioni, due titoli. Monti spiega con che criterio vengono scelte le prime pagine e quali scelte etiche a volte bisogna affrontare, soprattutto quando si tratta di contenuti fotografici.

Ci spostiamo negli uffici e passiamo a Gazzetta TV. Entriamo negli studi televisivi e nel backstage di ogni trasmissione. Regia, produzione, montaggio. Tutto scorre veloce e gli operatori lavorano abilmente con tastiere e mouse. Saranno le luci, saranno i fondali, ma negli studi televisivi tutto sembra un sogno, sembra di entrare nella TV, di farne parte fisicamente.

Il tour della redazione approda poi in una grande sala riunioni dove avviene il vero e proprio incontro con il Direttore. Andrea Monti è simpatico, non c’è che dire, e riesce perfettamente a trasmettere il clima che si respira qui. Si toglie qualche sassolino dalla scarpa quando parla di qualche “nemico” che arriva dal mondo online e tra una battuta e l’altra mette l’accento sui contenuti di Gazzetta e di come vengono raccontati e riportati ogni giorno ai lettori.

La Gazzetta racconta le notizie come se fosse un’opera letteraria, un romanzo. Chi acquista la Gazzetta sa che troverà ogni giorno lo stesso spirito narrativo e lo stesso taglio editoriale. Non si tratta solo di scrivere la fredda cronaca degli eventi. Bisogna saperlo fare e bisogna saper coinvolgere il lettore.

Ma il tour non finisce qui. Il bello deve ancora arrivare. Dopo aver cenato in RCS ci dirigiamo con un pullman a Pessano, dove ha sede il polo tipografico dell’editore.

Qui si stampano i quotidiani destinati all’area nord-ovest dell’Italia. Sviluppata su una superficie di 53.000 mq la tipografia è davvero immensa. Qui lavorano oltre 100 persone e si stampano, tra Corriere della Sera, Gazzetta, e altri quotidiani, circa 500.000 copie/notte (cinquecentomila!)

Ci spiegano come funziona la stampa offset e come sia possibile trasformare dei pacchetti di dati in fogli di giornale. Quadricromia, imposition, lastre. Rotoli di carta giganteschi sono il pane per le 6 rotative presenti, che hanno una capacità di stampa di 28.000 copie/ora.

Siamo tutti strabiliati. In pochi secondi i rotoli di carta si trasformano in giornali finiti, pronti per il confezionamento e la consegna. A mezzanotte e mezza abbiamo già in mano una copia del Corriere della Sera e venti minuti dopo leggiamo la Gazzetta con quella prima pagina scelta dal Direttore solo un paio di ore prima.

La chicca finale è la consegna ad ognuno di noi della lastra di stampa della copertina della Gazzetta dello Sport. Leggere la Gazzetta dello Sport, da oggi, non sarà più la stessa cosa.

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