Correre la Maratona di Boston. Per molti è il sogno di una vita intera.  Allenamenti su allenamenti e la costante ricerca del tempo necessario per qualificarsi e avere diritto a un pettorale (nell’ultima pagina la tabella con i tempi di qualifica per il 2018).

Ed è così che Strava ha deciso di analizzare le abitudini di 7.164 maratoneti che hanno corso una maratona nei tempi per la qualifica di Boston e le hanno messe a confronto con quelle di altri 24.330 che non ce l’hanno fatta.

I dati riguardano le 12 settimane precedenti alla maratona corsa da ciascun utente e dopo un’attenta analisi gli uomini delle statistiche di Strava sono riusciti a individuare alcuni comportamenti tipici per entrambe le fazioni.

1. CHI SI QUALIFICA CORRE PIU’ A LUNGO

Cheryl Seligman

Beh che novità direte voi. Più si corre più si arriva preparati a una maratona. Ed è vero, ma qui le differenze sono davvero abissali.

Secondo le analisi di Strava infatti nelle 12 settimane precedenti la maratona i possibili qualificati – uomini – corrono circa il doppio dei km (miglia) rispetto a chi fa tempi nettamente inferiori. 560 miglia contro 300.

E anche nel caso delle ragazze i risultati sono molto simili. 480 miglia contro 282.

2. CHI SI QUALIFICA CORRE PIU’ SPESSO

Cheryl Seligman

Le differenze in questo caso si riducono un po’ ma in termini di carichi di allenamento rimangono sempre grandi.

Per entrambi i sessi infatti il numero delle uscite per chi si qualifica è di circa due in più a settimana. Appena sopra le sette volte per gli uomini (7.05, grazie a qualche doppia uscita nel corso delle 12 settimane), mentre poco sotto, a quota 6.70 uscite a settimana di media.

3. MATTINA O POMERIGGIO?

Cheryl Seligman

Ma è negli orari di allenamento che i dati di Strava mettono d’accordo tutti. Secondo le statistiche infatti non ci sono grandi differenze tra chi si allena “forte” e chi no.

O quasi, dove l’unica differenza è rappresentata dalle donne, che tendono ad essere più mattiniere degli uomini, probabilmente anche per abitudini quotidiane (lavoro, figli ecc.)

Gli uomini invece si sono divisi esattamente al 50/50 quando si è trattato di correre la mattina rispetto al pomeriggio/sera.

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