Una macchina mi ha inseguito. Per 25 km. Vi racconto la mia Wings for Life World Run.

Ieri, Domenica 4 maggio, ho partecipato ad una gara unica nel suo genere. La Wings for Life World Run, ideata e organizzata da Red Bull. Un evento benefico. Una gara che ha coinvolto migliaia di runners (oltre 30.000) contemporaneamente in tutto il mondo.
Una formula esclusiva. Il meccanismo, divertente, è anche molto semplice. Si parte tutti insieme e, dopo mezz’ora dallo sparo una “catcher car” partirà dalla stessa linea di partenza per raggiungere tutti i runner presenti sul tracciato.
La vettura, che parte inizialmente ad una velocità di 15 km/h, aumenterà gradualmente la sua andatura lungo tutto il percorso, fino a raggiungere tutti i partecipanti. L’ultima persona ad essere superata dalla macchina sarà il vincitore della gara. La tappa italiana, a Verona, ha visto protagonisti più di 1.200 partecipanti, e io ero uno di questi, ospite “d’eccezione” insieme ad altri blogger, convocati da Red Bull per l’occasione (guarda il video con le interviste a fondo articolo).Partenza quindi alle 8 da Milano in compagnia di Valentina e Davide, abbiamo raggiunto piuttosto in fretta Verona. Piazza Bra, l’Arena come cornice, una giornata a dir poco favolosa.

Un bel sole, senza una nuvola. Tra i blogger presenti c’è anche Karen Pozzi, che conoscevo solo “virtualmente” ma con la quale si crea subito un buon feeling. Dopo un breve scambio di battute (e qualche foto) ci si accorge che il tempo stringe e la tensione per la gara sale alle stelle. Incontro anche altri amici del Team Red Snakes, Martina, Flavio, Federico, tutti sorridenti e carichi.

La partenza è a mezzogiorno e bisogna fare i conti con il caldo e l’assenza quasi totale di ombra lungo tutto il percorso.

Il mio obiettivo è percorrere circa 30 km, un allenamento che mi sarà utile per la preparazione della mia avventura nel mondo del triathlon. I primi km passno abbastanza velocemente e una volta usciti dalla città si inizia un percorso di saliscendi piuttosto impegnativo.

Passo il decimo km intorno ai 47 minuti, in perfetta media.

Col passare dei km però un fastidioso dolore sotto le dita del piede destro mi impedisce di correre come vorrei. Il mio maledetto vizio di stringere troppo le scarpe!

Al quindicesimo mi fermo al ristoro, con una fame incredibile e dopo qualche spicchio d’arancia decido di allentare un po’ le scarpe e proseguire. Il dolore sparisce ma ormai il danno è fatto. Sento le vesciche formarsi sotto le dita. Penso che forse 20 km sia già un buon traguardo. Ma il ristoro è posizionato al 19mo km (e non al ventesimo). Un altro spicchio d’arancia allora, e riparto, “azzerando” il contatore mentale dei km, puntando al venticinquesimo.

I km passano lentamente e i saliscendi aumentano.

È dura e vedo molti runner camminare. Decido di non fermarmi e di stringere i denti ancora un po’. “A questo punto potei anche fare i 30” penso. Arrivo al ristoro del km 25 e mentre bevo iniziano ad arrivare le prime moto, che annunciano l’inevitabile arrivo della catcher car.

La mia gara finisce qui.

Dopo pochi minuti un bus-navetta ci riporta in piazza Bra. Sul bus vedo volti provati, siamo tutti stanchi, poche parole, qualche sorriso, ognuno racconta la sua gara.

Una prima edizione sicuramente da ricordare e da riprovare il prossimo anno (c’è già una data, Domenica 3 Maggio 2015) per tentare l’attacco ai 30 (e perché no, anche 35).
In piazza Bra, sul maxi schermo vediamo Giorgio Calcaterra, il vincitore dell’edizione italiana, percorrere oltre 70 km prima di essere raggiunto.

Questa è stata sicuramente un’esperienza ed una gara unica nel suo genere, che vi consiglio di fare almeno una volta nella vita.
Red Bull Wings for Life World Run. Una gara da correre in puro stile “RunLikeNeverBefore”. Ci vediamo l’anno prossimo!

 

 

 

 

Condividi su:
  • 70
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
    70
    Shares
  • 70
  •  
  •  
  •  
  •