Workshop adidas, gli infortuni più frequenti nei runner e come prevenirli

Dopo il bellissimo workshop di Elena Casiraghi su alimentazione e sport, adidas – e in particolare i ragazzi di Runbase – torna alla carica con un altro (interessantissimo) seminario.

Questa volta si parla di prevenzione degli infortuni nel Running e a raccontarci e spiegarci tutti i segreti c’è il Dott. Massimo Messina e i gemelli Dematteis.

Massimo Messina è un osteopata, fisioterapista e preparatore atletico, e collabora dal 2008 con la Nazionale Italiana di Golf. I gemelli Dematteis – se ancora non li conoscete – si chiamano Bernard e Martin e sono campioni di corsa in montagna e nel cross.

Dopo una breve introduzione (i due gemelli oltre che due veri campioni sono anche davvero simpatici) Massimo Messina introduce il primo argomento, ovvero le cause dei principali infortuni nel running.

La maggior parte degli infortuni sono causati da problemi posturali, microtraumatici, da sovrallenamento e per colpa del poco recupero tra le sessioni di allenamento.

Il Dott. Messina inizia quindi a passare in rassegna gli infortuni più comuni, analizzando cause, trattamenti, prognosi e prevenzione. Vediamoli insieme.

BANDELETTA ILEO-TIBIALE

La bandeletta ileo-tibiale è l’ultimo tratto della fascia femorale, detta anche fascia lata ed è l’infortunio in assoluto più comune tra i runner. Le cause possono essere di natura anatomica, di natura sportiva, o a causa della retrazione dei muscoli ischioperonetibiali.

Trattamento: il primo intervento è l’interruzione della corsa, seguito da una valutazione specialistica, stretching, riposo e terapie elettromedicali.

Prognosi: la prognosi per un infortunio di questo tipo è di 15 gg-1 mese.

Prevenzione: analisi posturale, stretching, potenziamento, lavoro di propriocettività e utilizzo di una scarpa adeguata.

GINOCCHIO DEL CORRIDORE

Anche il ginocchio del corridore è piuttosto frequente. Si tratta di una irritazione della cartilagine rotulea dovuta a fissurazioni e microtraumi. Il dolore compare intorno alla rotula dopo lunghi periodi seduti oppure scendendo le scale o su percorsi in discesa.

Cause: conformazione fisica, corsa su fondo inclinato, sovrallenamento, sovrappeso atletico.

Trattamento: RICE (rest, ice, compression, elevation, ovvero riposo, ghiaccio, compressione ed elevazione), evitare sforzi, taping.

Prevenzione: stretching mirato, potenziamento quadricipite femorale in isometria.

FASCITE PLANTARE

Da una brutta bestia all’altra. La fascite plantare è un’ infiammazione della fascia plantare, ovvero del cordone fibroso che decorre dalla zona del calcagno fino alla radice delle dita del piede. Si può manifestare come un dolore al tallone oppure a livello del mediopiede.

Cause: scorretta postura, di natura anatomica o di natura sportiva.

Trattamento: riposo fa 6 settimane a 3-4 mesi, crioterapia o trattamento osteopatico.

Prevenzione: analisi posturale, utilizzo di una scarpa adeguata, stretching, esercizi per il rinforzo della muscolatura intrinseca del piede e dei muscoli tibiale, peronei, soleo.

TENDINOPATIA ACHILLEA

Nella tendinopatia achillea è coinvolto il tendine di achille o le parti adiacenti a seguito di un abuso di carico. Si distingue tendinite (che è il processo infiammatorio al peritenonio) dalla tendinosi (il processo degenerativo a carico del tendine).

Cause: stress meccanico associato a fattori anatomici e cause farmacologiche come eccesso di antibiotici, farmaci e corticosteroidi.

Trattamento: antinfiammatorio e riposo per 6-10 settimane.

Prevenzione: stretching muscolo polpaccio.

PROBLEMI AI POSTERIORI DELLA COSCIA

Cause: postura non corretta, muscolatura troppo rigida, scarpa non adeguata.

Trattamento: osteopatico e fisioterapico, allenamento mirato.

Prevenzione: potenziamento muscolare, propriocettivita e allungamento specifico.

SINDROME DEL PIRIFORME

La sindrome del piriforme è un disturbo neuromuscolare che insorge quando il muscolo piriforme comprime il nervo sciatico. Solitamente localizzato nella zona del gluteo, può estendersi – nei casi più gravi – anche alla gamba.

Cause: traumatica, dismetrie arti inferiori e infiammazioni.

Trattamento: terapia farmacologica, osteopatico, laser, tecar.

PERIOSTITE

Processo antinfiammatorio a carico del periostio. Viene identificato con un forte dolore al margine mediale della tibia.

Cause: pronazione, sovrappeso, sovrallenamento, corsa in discesa, scsrpa non adeguata.

Trattamento: riposo e ghiaccio, antinfiammatori, infiltrazioni, tecar e ultrasuoni.

Prevenzione: analisi posturale, scarpe adeguate, allenamento mirato.

SINDROME COMPARTIMENTALE

È una condizione dolorosa causata dall’aumento della pressione sanguigna all’interno di un compartimento muscolare con riduzione dell’apporto di ossigeno.

Cause: fratture, contusioni, traumi, compressione (gessi, bende, stecche) infiammazioni, uso di anabolizzanti.

Sintomi: intorpidimento, dolore acuto, perdita della funzione motoria dell’arto.

Trattamento: recarsi al pronto soccorso.

Al termine del workshop il Dott. Messina ci regala le 5 regole d’oro per prevenire gli infortuni nel Running (trovate la foto a fondo articolo).

PREVENIRE È MEGLIO CHE CURARE: Fare un’analisi posturale per identificare eventuali problematiche che potrebbero accentuarsi con la corsa.

RISCALDAMENTO MIRATO: Fai 5-10 minuti di stretching balistico prima di ogni allenamento per vascolarizzare i distretti corporei implicati nella corsa.

SEGNALI DEL CORPO: se durante la corsa senti dolore o fastidio, fermati subito. Non sottovalutare i segnali che il corpo manda.

ALLENAMENTO FUNZIONALE: l’allenamento funzionale potenzia la muscolatura di tutto il corpo e aiuta a migliorare la performance.

L’IMPORTANZA DEL RIPOSO: il recupero tra una seduta e l’altra di allenamento serve sia per ricaricare le batterie sia per prevenire infortuni nelle run successive.

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